Laboratorio

FARE TEATRO AL NIDO – Percorsi per i bambini

SPAZIOMAGICO – Laboratorio di relazione nel gioco del teatro

L’idea che sta alla base del progetto è quella di un teatro che non si proponga tanto come spettacolo da fruire, ma come contesto e stimolo per l’esperienza del bambino, come strumento e veicolo privilegiato nella conoscenza di sé, dell’altro e del mondo che ci circonda, come strategia relazionale aperta alla creazione di ogni possibile rete di stimoli, come un elemento prezioso per creare nuove e più articolate opportunità di crescita, in grado di riverberarsi positivamente sia sul piano cognitivo che su quello affettivo e motorio.
È da quest’ambito di pensieri che nasce Spaziomagico, dall’ipotesi di proporre un teatro inteso come occasione da vivere e da sperimentare dall’interno in prima persona, come momento attivo di crescita, come una sorta di contenitore aperto da visitare, da giocare, da smontare e rimontare secondo i propri desideri.
Il lavoro parte dall’idea di allestire un luogo all’interno del nido – lo “spazio magico” appunto – che diventi un punto di ritrovo nel quale i bambini possano recarsi per sperimentare ogni volta esperienze differenti. In quel luogo, che si andrà via via arricchendo di nuovi stimoli, i piccoli visitatori saranno attesi da un attore, un po’ padrone di casa ed un po’ compagno di avventure, con il quale condividere l’emozione e la ritualità del gioco.
Per poter sviluppare al meglio la proposta, crediamo però sia necessario che l’esperienza dello “spazio magico” cominci solo dopo aver costruito un minimo di complicità tra bambini ed attore, una complicità capace di creare una serie di motivazioni abbastanza forti da incoraggiare sia la relazione con l’adulto sconosciuto, sia quella con lo spazio trasformato.
Proprio a questo scopo, l’attività inizia con un primo incontro che costituisce una sorta di prologo, da svolgersi direttamente in sezione, nel quale l’attore si presenta ai bambini e si fa conoscere cercando di destare in loro la curiosità e l’interesse necessari per proseguire l’esperienza, il tutto attraverso un approccio di tipo teatrale fondato su elementi semplici, strettamente legati alla quotidianità del bambino, come ad esempio la ricerca di un posto dove stare, la pappa, la nanna ed il gioco.
Poi il percorso proseguirà nello spazio magico dove l’attore accoglierà i bambini aggiungendo, di volta in volta, i vari materiali-stimolo secondo lo schema che segue.
Secondo incontro: lenzuola di varie dimensioni, federe, cuscini e materassini per evocare l’idea del lettone sul quale poter giocare. Netta prevalenza del colore bianco. Lo scopo principale è quello di approfondire la conoscenza con i bambini, in modo da acquisire una maggior fiducia reciproca che permetta l’accettazione definitiva della presenza dell’adulto attore, come nuovo compagno di giochi.
Terzo incontro: pezzi di tulle di varie dimensioni e di colori differenti, palloncini colorati. Si aggiunge la trasparenza e la leggerezza del nuovo materiale, oltre naturalmente all’elemento cromatico. Il “lettone” si anima con un poco di magia. Lo scopo è anche quello di incoraggiare tutti i bambini ad acquistare progressivamente una sempre maggiore autonomia, nei loro giochi all’interno del contesto teatrale proposto.
Quarto incontro: strumenti musicali di vario tipo e dimensione. Si aggiunge il suono e la magia della sua scoperta. Ogni strumento musicale diventerà un materiale da esplorare, sia come semplice oggetto che come oggetto che produce suoni. La relazione tra bambino e attore sarà ormai pressoché alla pari nel percorso di scoperta, di elaborazione e di conduzione del gioco.
Quinto incontro: torcia elettrica. Si aggiunge il divertimento e il fascino di giocare con una fonte luminosa. La scoperta della torcia elettrica e la possibilità di usare la luce come se fosse un personaggio dotato di una vita propria, permetterà ai bambini di sperimentare giochi sempre nuovi e divertenti.
Nello sviluppo del percorso avrà grande importanza la presenza attiva delle educatrici. Una presenza che se da un lato diventerà un prezioso supporto nel creare la relazione tra l’adulto attore ed i bambini, dall’altro sarà un importante elemento per stimolare e sviluppare ulteriormente le loro condotte di gioco.
Le educatrici coinvolte nel progetto, a fronte di una programmazione comune, saranno dunque incoraggiate a partecipare direttamente all’esperienza, sia nella sua preparazione (allestimento spazio magico, ricerca dei materiali necessari, ecc.) che nei momenti di attività con i bambini.

Il laboratorio si articola in 2 incontri di 2 ore e 30’ rivolti alle educatrici, 1 di progettazione ad inizio attività e 1 di verifica al termine del lavoro + 5 incontri di 45’ circa ciascuno per ogni gruppo-sezione coinvolto. L’attività con i bambini si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino); in ogni mattinata possono essere coinvolti 2 gruppi-sezione con modalità e orari da stabilire; gli incontri con le educatrici verranno fissati in base alle disponibilità orarie dei partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio da concordare in sede di progettazione

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