Laboratorio

FARE TEATRO AL NIDO – Percorsi per insegnanti

FARE TEATRO AL NIDO
Conoscere e sperimentare l’alfabeto del linguaggio teatrale e le sue potenzialità in rapporto a bambini da 0 a 3 anni 

L’idea che sta alla base del proposta è quella di un teatro che non venga considerato esclusivamente come spettacolo da fruire, ma come contesto e stimolo per l’esperienza del bambino, come strumento e veicolo privilegiato nella conoscenza di sé, dell’altro e del mondo che ci circonda, come strategia relazionale aperta alla creazione di ogni possibile rete di stimoli.
Analoga importanza è data alla particolare realtà ed alle esigenze dell’asilo nido e questo significa, prima di tutto, ricollocare le proprie competenze specifiche alla luce del percorso di crescita compiuto dal bambino, nella convinzione che l’esperienza teatrale debba venire intesa come uno strumento indispensabile per sostenere e stimolare lo sviluppo infantile, come un elemento prezioso per creare nuove e più articolate opportunità di crescita, in grado di riverberarsi positivamente, sia sul piano cognitivo che su quello affettivo e motorio.
È da quest’ambito di pensieri che nasce Fare teatro al nido, dall’ipotesi di proporre un teatro inteso come occasione da vivere e da sperimentare dall’interno, in prima persona, come momento attivo di crescita, come una sorta di contenitore aperto da visitare, da giocare, da smontare e rimontare secondo i propri desideri.
Il laboratorio 
Fare teatro al nido propone un percorso teorico e pratico attraverso gli elementi che caratterizzano il fenomeno teatrale e che possono creare stimoli preziosi per portare avanti il percorso educativo e formativo del bambino.
Il teatro, dunque, ma non un teatro qualsiasi.
Il lavoro che Marco Bricco e la Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro conducono da anni con bambini, insegnanti ed educatori si è andato fortemente caratterizzando nella ricerca di linee metodologiche precise, capaci di rendere l’approccio al teatro sempre più organico e funzionale, a quanti operino quotidianamente con i bambini.
Spostare il discorso in questa direzione vuol dire riconsiderare gli elementi che caratterizzano il teatro – l’attore, il testo, lo spazio, lo sviluppo drammaturgico, ecc. – reinventandoli alla luce di un prezioso confronto con i bambini e le diverse agenzie educative.
Questo, dunque, è il dato di partenza del lavoro. Un dato che, senza perdere di vista i modelli culturali a cui ognuno fa riferimento, sia in grado di porre il bambino e le sue potenzialità espressive al centro del discorso e, insieme, di suggerire i possibili percorsi per individuare un teatro capace di appartenere ai bambini stessi. Un dato che indica scelta di campo una precisa: spostare l’attenzione dal teatro inteso come modello da imitare, alla persona che inventa il proprio teatro partendo dalla sua particolare visione del mondo.
Obiettivi 
– Definire e coltivare l’idea di un teatro capace di appartenere a chi lo fa ed in grado di valorizzare la sensibilità e le potenzialità espressive di ognuno.

– Delineare condotte e proposte consone alla costruzione di un teatro a misura di bambino.

– Incoraggiare e stimolare l’attitudine all’ascolto e all’osservazione delle condotte teatrali spontanee dei bambini, individuando possibili modalità di interazione e di rilancio in contesti di gioco simbolico.

Contenuti
– Riflessione sulle diverse idee di teatro e prima definizione di un teatro che appartenga a chi lo fa. La funzione del teatro tra percorsi educativi, socializzazione e bisogni espressivi. Il teatro come possibile sintesi dei diversi linguaggi espressivi e come contenitore fantastico di esperienze ad essi legate.

– Il linguaggio teatrale tra teatro e teatralità.

– La teatralità come strumento per fare esperienza di sé e del mondo, per esprimere e smitizzare ansie, paure e bisogni. Il teatro come mezzo ecologico per raccontarsi: il piacere di fare finta per sé e per gli altri.

– Il bambino e il gioco di finzione: valorizzare i comportamenti teatrali spontanei dell’infanzia

– Il teatro si fa con tutto, il teatro si fa con niente: guardare e valorizzare le potenzialità teatrali della realtà in cui si opera con gli occhi del teatro.

– L’alfabeto del teatro: giocare a fare finta, i personaggi e la capacità di interpretare attraverso il corpo e la voce, lo spazio e le sue potenzialità teatrali.

– Progettare contesti teatrali per vivere con i bambini differenti esperienze di gioco.

– Il bambino e l’esperienza teatrale: ipotesi e suggerimenti per la realizzazione di progetti operativi.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi e sarà modulato di volta in volta a seconda delle competenze pregresse dei docenti coinvolti. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili. 


ASCOLTARE LA VOCE 
Corso teorico e pratico per l’utilizzo espressivo della voce per comunicare, per raccontare, per leggere, per condurre un gruppo 

La voce oltre ad essere veicolo di comunicazione, è strumento dalle inesauribili potenzialità espressive. Queste potenzialità si esprimono prevalentemente attraverso le sue caratteristiche sonore. È nel suono, infatti, che va ricercata l’origine della sua forza espressiva. È l’uso sapiente delle possibili sonorità, dei ritmi, delle pause, che fa scattare la fascinazione. È dunque dal suono che occorre partire, considerando la voce esattamente come uno strumento musicale, con le sue caratteristiche tecniche ed espressive.
Ascoltare la voce muove da queste semplici considerazioni per sviluppare un suo particolare approccio all’argomento.
Il principio portante e l’obiettivo degli incontri sarà quello di esplorare una strada che porti alla riscoperta della propria voce. E siamo convinti che per fare ciò occorra innanzitutto riascoltarsi e insieme ritrovare il gusto ed il piacere per le sonorità vocali che siamo in grado di produrre. È necessario recuperare la curiosità, tipica della primissima infanzia, che è condizione indispensabile per affrontare qualunque percorso esplorativo.
Due sono gli elementi di riferimento, da un lato il suono prodotto e dall’altro la disponibilità all’ascolto.
Il suono e la sonorità che la voce è in grado di produrre costituiscono dunque il materiale su cui lavorare, mentre la sfera uditiva e l’abitudine all’ascolto di sé e degli altri sono il mezzo indispensabile per poter manipolare tale materiale.
Occorre precisare che partire dal suono e dall’ascolto significa puntare l’attenzione soprattutto sulla componente espressiva della voce, non per questo però, il lavoro sulla tecnica vocale sarà escluso a priori. Si tratterà, piuttosto, di intendere quest’ultima non come esercizio fine a sé stesso, ma come elemento funzionale ad una determinata esigenza.
Sotto l’aspetto metodologico, i partecipanti saranno coinvolti, fin da subito, nelle proposte di lavoro. Le attività, a carattere prevalentemente pratico, saranno mirate ad incoraggiare quel percorso di esplorazione e di riscoperta di cui si è detto. Inoltre verrà posta particolare attenzione nel salvaguardare l’aspetto ludico delle proposte.
In quanto è stato scritto fin qui, non paia sospetta la mancanza di riferimenti diretti al teatro. Durante il laboratorio, infatti, ogni momento apparterrà al teatro e metterà in gioco la teatralità di ogni partecipante e di cui ogni partecipante è portatore. Il gioco attraverso cui la voce si fa teatro comincia dentro di sé, in una dimensione estremamente personale, profonda ed interiore, fatta di suoni ascoltati ed intuiti, fatta di ritmi e di silenzi prima vissuti e poi sapientemente dosati, in uno spazio dove teatro e musica si fondono e toccano la sfera emotiva.
Nel corso degli incontri gli argomenti trattati saranno

– la respirazione, l’emissione della voce e l’orecchio come indispensabile strumento per l’ascolto

– la voce come comunicazione, come espressione e come emozione: ritmi, silenzi e sonorità vocali

– la voce e la presenza scenica: posture e atteggiamenti fisici, posture e atteggiamenti vocali per conquistarsi l’attenzione del pubblico

– dal suono alla parola: suonare le parole

– dalla parola al racconto orale: la voce per raccontare e per interpretare personaggi

– dal racconto orale al testo scritto: la lettura espressiva.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili).

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