Laboratorio

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

ALFABETO TEATRO – Laboratorio di alfabetizzazione teatrale tra gioco e progetto educativo

Fare teatro tra gioco e progetto educativo propone un percorso di alfabetizzazione attraverso gli elementi che caratterizzano il fenomeno teatrale, tenendo particolarmente conto della natura del ragazzo e del suo processo di crescita. Spostare il discorso in questa direzione vuol dire riconsiderare gli elementi che caratterizzano il teatro – l’attore, il testo, lo spazio, lo sviluppo drammaturgico, ecc. – reinventandoli alla luce di un prezioso confronto con i ragazzi e la scuola. Questo, dunque, è il dato di partenza del lavoro. Un dato che, senza perdere di vista i modelli culturali a cui ognuno fa riferimento, sia in grado di porre il ragazzo e le sue potenzialità espressive al centro del discorso e, insieme, di suggerire i possibili percorsi per individuare un teatro capace di appartenere ai ragazzi stessi. Una scelta di campo precisa che sposta l’attenzione dal teatro inteso come modello da imitare, alla persona che inventa il proprio teatro partendo dalla sua particolare visione del mondo.
Questi gli argomenti toccati durante il laboratorio.

– Il clima, lo stupore e l’emozione del fare teatro: essere pronti a mettersi in gioco e a condividere con gli altri il piacere dell’esperienza teatrale.

– Fare finta ed essere precisi: due condizioni irrinunciabili affinché gioco del teatro cominci e sia comprensibile a tutti.

– La teatralità come strumento per esprimere e smitizzare ansie, paure e bisogni. Il teatro come mezzo ecologico per raccontarsi: il piacere di fare finta per sé e per gli altri.

– L’alfabeto del teatro a misura di ragazzo: giocare a fare finta con se stessi e con ciò che ci circonda, i personaggi e la capacità di interpretare attraverso il corpo e la voce, lo spazio e le sue potenzialità teatrali.

Il laboratorio, salvo differenti accordi con gli insegnanti coinvolti, si conclude con un momento finale aperto, da realizzarsi durante l’ultimo incontro del percorso proposto nello stesso spazio-classe in cui si è svolta l’attività.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 1 ora e 30’/2 ore ciascuno per ogni gruppo-classe coinvolto; il percorso proposto può essere approfondito e sviluppato in più livelli successivi, anche a copertura dell’intero ciclo scolastico, e sarà modulato di volta in volta a seconda delle competenze pregresse dei ragazzi coinvolti. L’attività si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino e/o pomeriggio); in ogni mezza giornata possono essere coinvolti 2 o 3 gruppi-classe con modalità e orari da stabilire. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili).  


SENZA CASCO – Le tecniche e gli strumenti del linguaggio teatrale come contributo alla mediazione dei conflitti

Due sono le linee che caratterizzano il laboratorio:

– la conoscenza e la sperimentazione degli elementi fondamentali della grammatica del linguaggio teatrale

– l’utilizzo di tali elementi allo scopo di favorire la scoperta, e la riscoperta, reciproca per favorire l’instaurarsi di una relazione positiva con se stessi e con gli altri.

Spostare il discorso in questa direzione vuol dire riconsiderare gli elementi che caratterizzano il teatro – l’attore, il testo, lo spazio, lo sviluppo drammaturgico, ecc. – reinventandoli alla luce di un prezioso confronto con i ragazzi e la scuola. Un dato, questo, che, senza perdere di vista i modelli culturali a cui ognuno fa riferimento, è in grado di porre il ragazzo e le sue potenzialità espressive al centro del discorso e, insieme, di suggerire i possibili percorsi per individuare un teatro capace di appartenere ai ragazzi stessi. Una prospettiva che sposta l’attenzione dal teatro inteso come modello da imitare, alla persona che, seguendo un approccio ludico e coinvolgente, inventa il proprio teatro partendo dalla sua particolare visione del mondo. Nel corso degli incontri che scandiscono le diverse tappe dell’attività i ragazzi saranno chiamati, prima di tutto, a sperimentare alcune piccole situazioni provocatorie che mettano in discussione i comportamenti e le scelte di ognuno. Tali situazioni, proposte naturalmente sotto forma di gioco teatrale, toccheranno in modo più o meno diretto alcuni degli aspetti che maggiormente caratterizzano la comparsa di atteggiamenti conflittuali tra i ragazzi e tra i ragazzi stessi e gli adulti.
Elementi come la provocazione, il rischio, la prevaricazione, la violenza, l’intolleranza, la sopraffazione, l’esclusione, la competizione diventeranno dunque oggetto e contenuto di teatro, sia come rappresentazione scenica che come espressione mimico-gestuale o linguistica, costituendo nel contempo un’occasione ed uno spazio aperto per raccontarsi.
Proprio su questi elementi, ancora inevitabilmente legati ad una certa spontaneità espressiva, si inserirà poi una più attenta riflessione sugli strumenti del linguaggio teatrale e sulle strategie operative per dare una forma più articolata, ed una maggior forza, a ciò che si desidera comunicare.
Si tenga conto, infine, che un approccio di questo tipo non vuole in alcun modo sconfinare sul terreno, spesso assai più complesso ed infido, dello psicodramma o, comunque, in ambiti analoghi. Quello che si intende proporre è soltanto un’occasione in più, certamente ricca di potenzialità, per mettere i ragazzi in condizione di misurarsi con se stessi e, nello stesso tempo, di fare i conti con prospettive differenti, quelle degli altri e quelle degli adulti. Un’occasione che, come detto, proverà a mettere a disposizione di tutti uno spazio nel quale raccontarsi con i margini di libertà propri della finzione, ben sapendo che il teatro non potrà certamente diventare la panacea di tutti i mali.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 1 ora e 30’/2 ore ciascuno per ogni gruppo-classe coinvolto e l’attività si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino e/o pomeriggio); in ogni mezza giornata possono essere coinvolti 2 o 3 gruppi-classe con modalità e orari da stabilire. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili).

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