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CARTOLINE. La montagna vista dai bambini. – NOVITA’

di Silvano Antonelli
con Roberta Maraini e Laura Righi.
a partire dai 3 anni / Pubblico Misto

Collaborazione drammaturgica Giulia Antonelli
Effetti sonori e tecnica Enrico Seimandi.
Fisarmonica Registrata Improvvisazioni su musica occitana Ivan Gallino

Realizzato nell’ambito del progetto Interreg Alcotra PLUF!

Mi piace la montagna perché è piena di storie…


I Bambini, la Montagna e il Teatro condividono la condizione di essere pensati come periferia. I Bambini della società. La Montagna della geografia territoriale. Il Teatro dei mezzi di
comunicazione. E se invece di considerare questa apparente marginalità come una limitazione la si pensasse come una opportunità? Come l’opportunità di immaginare nuovi modi di raccontare e di raccontarsi? In che modo? A partire da ciò che lega e contraddistingue i Bambini, il Teatro e la Montagna: essere esperienza diretta. I Bambini vivono di esperienza diretta. Il Teatro è esperienza diretta. La Montagna è e vive di esperienza diretta.
 Ai bambini che frequentano le Scuole di alcune valli abbiamo chiesto di raccontare cosa li affascina della montagna e come la descriverebbero a chi non la conosce.
Ne sono scaturite una serie di suggestioni che si sono trasformate in “cartoline teatrali”.
E allora via con la “cartolina” del viaggio per andare in montagna; e poi quella sui tanti animali che si possono incontrare da vicino; e le lunghe e faticose passeggiate in cui è facilissimo perdersi e poi ritrovarsi; il pic-nic; la seggiovia “che sembra di volare”; e la neve, naturalmente; e la polenta; e la fragilità della montagna e la cura e il rispetto che le si deve; e le tante storie che quelle pietre e quegli alberi custodiscono; e il cielo, le stelle…
E tutte quelle sensazioni e quelle parole che non si riescono neppure a dire.
Come si fa a descrivere un profumo? E l’eco della voce che si perde in tanti rimandi? E la
sensazione dell’erba tra le mani? E del vento sulla pelle? E il buio? E l’immensità? E il silenzio?
Una sequenza di scene in cui due attrici, come in un grande gioco, restituiscono al pubblico, in modo divertente, i pensieri dei bambini. Come fossero essi stessi a parlare.
I bambini sono sorprendenti. Attraverso la loro apparente semplicità e immediatezza ci faranno provare il brivido del rapporto con la natura e coi misteri che ci circondano.


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CARTOLINE – Scheda artistica   PDF

CARTOLINE – Scheda Tecnica   PDF

Spettacolo

DI QUA E DI LA’. Storia di un piccolo muro – NOVITA’

di Silvano Antonelli

con Roberta Maraini

Collaborazione drammaturgica
Giulia Antonelli, Roberta Maraini, Enrico Seimandi

Fascia età da 4 a 8 anni / Pubblico Misto

con il sostegno di TORINO ARTI PERFORMATIVE
Prodotto in collaborazione con TEATRO DE MICHELI di COPPARO

Lo spettacolo è l’esito di “Oltre il muro, incontro sul palco tra generazioni”, azione
formativa prevista nel 2018 dal progetto “Nuove Generazioni in/a Teatro”

 

 

Ehh..la paura…Quando uno ha paura delle volte fa delle cose che sembra cattivo…ma non voleva farle..

 

Un piccolo muro attraversa la scena. Uno scoppiettio, come di fuochi d’artificio, e arriva Lei. Sembra caduta dal cielo. Forse è appena nata. Si guarda attorno smarrita. Scopre il muro. E, di là dal muro, degli strani esseri …gli spettatori.
La ragazza è spaventata. Nella sua testa ci sono un mucchio di pensieri. Come saranno quelli di là dal muro? Quanti saranno? Saranno bravi o cattivi? E se ci attaccano i pidocchi? E se…?
Qui comincia il gioco divertente e leggero dello spettacolo. L’attrice di qua, il pubblico di là. E in mezzo il muro.
Una sequenza di domande. Una sequenza di scene.
Ogni scena uno stereotipo che caratterizza il rapporto con gli altri, con le paure che ci assalgono ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa o qualcuno che non conosciamo.
E le paure e le domande alimentano il muro. Lo fanno crescere.
E, si sa, a forza di costruire muri si rischia di rimanere imprigionati. Come in un labirinto. Come fare?
Lo spettacolo, naturalmente, una soluzione la dà.
Una soluzione e un augurio. Senza retorica e senza voler insegnare nulla. Mettendo al centro la materia di cui è fatto il teatro: le emozioni. L’emozione di essere “Di qua e di là”. L’emozione di cercare di trovare un modo per incontrarsi, per capirsi, per riconoscersi gli uni negli altri, superando i piccoli muri che, spesso, ci portiamo dentro.


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Scheda Muro artistica con loghi   PDF

PUBBLICAZIONE DI QUA E DI LA’   PDF

Eolo _ rivista online GIOCATEATRO 2019   PDF

Articolo pac L. Bevione GIOCATEATRO 2019   PDF

Spettacolo

BABBO NATALE TI PRENDO!

Di e con: Mirko Rizzi

Dai 3 ai 10 anni / Pubblico misto

Questa storia è la storia di un bambino,
un bambino come tanti… lo sapete come sono fatti i bambini no? 

E questo bambino ha un nome come tanti bambini, infatti questo bambino si chiama Matteo. Matteo ha 4 anni quasi 5, perchè gli anni li compie a gennaio. Mancano pochi giorni a Natale ed un pomeriggio il suo papà lo chiama e gli chiede:
”Matteo? Hai preparato la lettera per Babbo Natale?”
“No papà”
“E perchè non l’hai fatta?
Senza la letterina come fa Babbo Natale a sapere cosa ti deve portare?
Su sbrigati vai a farla…”
“Ma papà non posso!”
“E perchè no?”
“Perchè ho 4 anni, non so scrivere… eh….”
“Ah già… è vero… E allora fai un bel disegno, no? Dai su sbrigati…”
“Veramente sai papà… io quest’anno… non voglio nessun regalo!”
“Come non vuoi nessun regalo? Cos’è questa storia?”
“Sai papà io non voglio un regalo normale…”
“Ah… ho capito… va bene, dimmi un po’ cosa vorresti…”
“Ecco, vedi… io vorrei incontrare Babbo Natale!”
Da quando aveva 4 anni, la notte tra il 24 ed il 25 dicembre, Matteo si apposta pronto a tutto pur di riuscire ad incontrarlo ma, per qualche sbaglio o per qualche imprevisto, l’ incontro sfuma irrimediabilmente. Ma quest’anno, a 8 anni suonati, ha deciso che niente lo potrà fermare: il buio, vecchie zie, aiutanti freddolosi, gatti diabolici, bisogni impellenti e soprattutto lui, il nemico di sempre: il Grande Sonno. “Babbo Natale ti prendo” è un esilarante racconto originale di Mirko Rizzi di prossima pubblicazione; senza connotazioni religiose riesce attraverso il gioco e la magia del Teatro e del Racconto orale a ricreare quell’autentico spirito natalizio che appartiene ai bambini ed alla magia di Babbo Natale.


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BABBO NATALE TI PRENDO  PDF

Spettacolo

A PROPOSITO DI PiTER PAN

Liberamente ispirato alle visioni di J. M. Barrie

Di: Silvano Antonelli

Con: Silvano Antonelli e Laura Righi

Musiche originali: Ettore Cimpincio e Carlo Massarelli
Ideazione pupazzo: Andrea Rugolo
Assistente alla produzione: Talia Geninatti Chiolero
Costumi: l’Atelier di Augusta Franco
Ideazione grafica e impaginazione: Luca Cisternino
Produzione: UNOTEATRO e CONTATO DEL CANAVESE

Dai 3 ai 10 anni / Pubblico Misto

Ci sono dei libri che quando li leggi, quando te li leggono, è come se tutte le parole, le figure, i colori e anche il profumo della carta, uscissero dal libro e ti entrassero nella testa, nella pancia, nel cuore.

 

 

I “classici” hanno la caratteristica di parlare al cuore delle persone oltre il tempo nel quale sono stati scritti. Contengono un seme di eternità e di verità. E’ come parlassero alla condizione profonda dell’essere umano.

“Peter Pan” parla del volare, della voglia di spiccare il volo dalla finestra della propria camera. Parla del desiderio di ritornare e di finestre chiuse. Parla dell’ombra, della paura di chi cerca di continuare a sognare ma è assalito dalla nostalgia per la sicurezza perduta.

Peter Pan, a nostro parere, interpreta perfettamente i sentimenti del tempo che ci troviamo a vivere. Questo tempo smarrito in cui sembra difficilissimo, se non impossibile, immaginare un futuro.
Ma i bambini “sono” il futuro. I bambini lo vivranno, il futuro, qualunque esso sia. La loro (e la nostra) capacità di volare e di non avere paura di cadere è l’unica cosa che può far pensare a un domani.

E allora “A PROPOSITO DI PiTER PAN” parla del rapporto tra “i desideri” e “le paure”; due archetipi dell’immaginario bambino e universale.

Lo spettacolo non segue la storia originale di Barrie ma ne è una divagazione; del libro utilizza solo alcune suggestioni: il desiderio di volare, la paura di diventare grande. La finestra diventa il tramite sul mondo; quel mondo che ci chiede di diventare grandi rinunciando, spesso, ai nostri sogni. L’eterna lotta tra Peter Pan e Capitan Uncino diviene, allora, metafora della vita e delle figure adulte che la popolano. Quel vivere in cui c’è sempre un orologio che ti insegue ma anche un cuore che batte. Nel teatro, però, si può “FARE FINTA”, ci si può circondare di piccole magie, magari di una fata che ci aiuti a pensare che i sogni e la vita possano stare insieme.


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A PROPOSITO DI PITER PAN – scheda spettacolo   PDF

A PROPOSITO DI PITER PAN – scheda didattica   PDF

CANZONE A PROPOSITO DI PITER PAN  PDF

curriculum

MIRKO RIZZI

Attore, autore, animatore professionista di Teatro Ragazzi dal 1996, ho realizzato numerosi spettacoli rappresentati in centinaia di repliche in Italia e all’estero. Grande rilevanza tra le mie attività la progettazione di Laboratori Teatrali per bambini in età prescolare e scolare, ragazzi, adulti ed i Laboratori di Formazione per Insegnanti ed Operatori Culturali e la realizzazione di colonne sonore per il teatro e per eventi culturali.

Come conduttore di laboratori teatrali collabora con La Scuola delle Arti del Teatro Binario 7 di Monza e con il Teatro Trivulzio di Melzo.


Teatro

Teatro Con l’Associazione Culturale “’Oi Petres” realizzo, insieme a Francesco di Maggio, lo spettacolo per le Scuole Medie “Notizie di questo mondo e dell’altro”(1995) in diretta collaborazione con il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, e collaboro alla realizzazione dello spettacolo per le Scuole Elementari  “L’uovo della Nonna”(1995)

1996 – comincio una collaborazione professionale con la Cooperativa di Animazione Teatrale “La Baracca di Monza” e collaboro alla realizzazione dello spettacolo per le Scuole Materne “Ma non fa paura” diretto ed interpretato da Corrado Deri (1996). Dal 1996 al 2001 realizzo in qualità di attore i seguenti spettacoli teatrali:
“1945 – Frammenti di Resistenza” (1998) ripreso come “Storie di Partigiani”,”La Grande Nonna” (1999), “Pino Lorenzini, Marionette e Burattini” (2000)

2001 – In gennaio lascio “La Baracca di Monza” e fondo, insieme a Corrado Deri, l’Associazione Culturale MAPAO, struttura orientata a tutte le attività teatrali, musicali ed animative dedicate all’infanzia e all’adolescenza producendo gli spettacoli:
“Voci dalla Memoria” – per le Scuole Medie (2001) e “Il Grande Gatt e la Banda Topinsky” – per la Scuola Elementare (2002)

2003 – In settembre entro a far parte della Coop. TANGRAM di Vimercate, in qualità di attore ed animatore, partecipando agli spettacoli: “Il Grande Gatt e la Banda Topinsky” (attore), “TUM!” (autore, attore) poi ripreso come “Un papà (sarà maschio o femmina?), “Se è una bambina” (aiuto regista), “Quadri di un esposizione” – spettacolo di Teatro di Strada (attore, autore), “WAM – Wolfgang Amadeus Mozart” spettacolo di Teatro di Strada (attore)

2008 – In novembre per EREWHON, in coproduzione con il comune di Garbagnate Milanese, realizzo con Corrado Deri lo spettacolo sulla Grande Guerra:
“Trincee” (attore, autore), “Uniti si vince” (attore) insieme a Corrado Deri e “Il cuscino d’oro” (autore, attore) co-prodotto dalla compagnia Stilema/Unoteatro con la regia di Silvano Antonelli che è anche co-autore del testo. Lo spettacolo ha debuttato al Festival Internazionale “Visioni di futuro… Visioni di Teatro” di Bologna ed è stato selezionato per il Festival Nazionale “Via Paal” di Gallarate

2012 – In settembre entro a far parte della Compagnia Teatrale Stilema rimanendo collaboratore, dell’Associazione Culturale EREWHON, della Compagnia CoronaColtelleria Einstein ed insegnando anche presso lo spazio Sbaraglio di Vimercate e La Scuola delle Arti di Monza

 


Collaborazioni

Nel 2004 collaboro alla realizzazione e sono autore di alcune musiche dello spettacolo “TEMPUS FUGIT” della Compagnia CORONA di Milano, spettacolo di teatro danza sui trampoli replicato a livello europeo. Nel settembre 2011 la Compagnia Teatrale Corona ha vinto con lo spettacolo “Tempus Fugit”, il WandertheaterFestival 2011 a Radebeul.

In occasione del Capodanno 2000 partecipo alla realizzazione dello spettacolo di piazza “Piazzali” ospite della compagnia ALICANTE di Bergamo.

Nella primavera del 2000 vengo invitato a partecipare alla realizzazione dell’intervento “CLANDESTINI” nell’ambito della Rassegna delle compagnie professionistiche lombarde di Teatro Ragazzi “Segnali 2000”, che ha visto la partecipazione di attori di diverse compagnie lombarde e la regia di Pierre Bylan.

Ospite della compagnia Alicante, partecipo alla realizzazione degli spettacoli di strada:

2001 – “In Cima”

2002 – “Piazzali”

2003 – “Pinocchio – Il Burattino Maraviglioso”

ed a numerose animazioni di piazza partecipando, tra l’altro, al “Festival di Frosinone” estate 2000, “Napoli Strit Festival” 2000 e 2002, “Festival di Teatro di Strada” – Lovere 2003, “Festival di Circo Contemporaneo” – S. Valentino (PS) 2003, “Festival Teatro in piazza” – Cupello 2003 Con il Teatro dell’Equinozio in qualità di percussionista, e partecipo al “Busker Festival” di Ferrara “Festival di Musicisti di Strada” di Suisio.


Laboratori Teatrali (Infanzia, Primaria, Secondaria e Adulti)

Dal 1996 conduco Laboratori Teatrali e Corsi di Aggiornamento per le Scuole Materne, Elementari, Medie Inferiori e Superiori in tutto il nord e centro Italia, seguendo e sviluppando i percorsi sperimentali.
La tecnica, le modalità utilizzate e sviluppate nel corso degli anni, sono state oggetto nel 2006 di un capitolo di una Tesi di Laurea su “Teatro e disabilità” a Genova. (vedi allegato).
Nel 2012 la tesi di laurea “Nuove generazioni di teatro ragazzi in Italia” della dottoressa Silvia Caprara (110 e lode) ha voluto dedicare un capitolo alla mia attività (vedi allegato).


Seminari

1998 – Silvano Antonelli: Il pensiero di Gian Renzo Morteo

1999 – Pierre Bylan: La clownerie

1999 – Antonio Catalano: La comicità

2004 – Laura Curino: La Narrazione orale

2006 – Gabriele Vacis: La tecnica “Schiera”

2006 – Bruno Stori: Tecnica “Triangoli”

2008 – Ascanio Celestini: Tecniche di Narrazione

2011 – Stefano Benni: Scrittura comica


Attività musicali

Con alle spalle tre anni di studio di violino dal 1995, sotto la guida del maestro Nicola Rossetti, approfondisco lo studio della batteria e delle percussioni parallelamente alla mia attività concertistica con il gruppo DISCANTO, realizzando diverse auto-produzioni tra le quali “Zodiac pt.2” del 2006. Realizzo inoltre le colonne sonore per i seguenti spettacoli teatrali:

1999 – “La Grande Nonna” – La Baracca di Monza

2000 – “Pino Lorenzini – Marionette e Burattini” – La Baracca di Monza 2000

2001 – “Il Grande Gatt e la Banda Topinsky” – Associazione Mapao 2001

2002 – “Notizie dalla Memoria” – Associazione Mapao 2002

2002 – “Piazzali” – Compagnia Alicante 2002

2003 – “La Linea Rossa” – Compagnia Tangram 2003

2004 – “La Valle dei Misteri” – Erewhon 2004

2005 – “Tempus Fugit” – Compagnia Corona 2005

2006 – “Clara va al Mare” – Compagnia Tangram 2006

2009 – “Perché NO!?” – Compagnia Tangram 2009

2010 – “Piccolina” – La Baracca di Monza 2010

2011 – “Il cuscino d’oro” – Stilema/Unoteatro – Erewhon 2011

Nel 1999 pubblico il brano “Sound Between Noises” quale commento sonoro alla mostra “Stendipensieri” dell’artista Gianluigi Castelli tenutasi nel Castello di Trezzo sull’ Adda. Realizzo diversi commenti musicali in occasione di interventi di lettura teatrale, tra i quali quelli richiesti dall’Associazione Culturale “Archivi del ’900” di Milano, quali omaggio in occasione del centenario dalla nascita del poeta Aldo Palazzeschi e delle opere del poeta Ferruccio Cajani. Nel 2000 sono direttore musicale e post-produttore audio della relizzazione del CD “A!E!I!O!U!” prodotto da “Archivi del ‘900”, che ripropone la lettura dei testi di Aldo Palazzeschi realizzata da Corrado Deri, Ferruccio Cajani e Liliana Ebalginelli. Collaboro continuativamente alla realizzazione di colonne sonore per spettacoli teatrali ed installazioni artistiche.


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Mirko Rizzi e lesperienza con il CRT di Varese  PDF

Nuove generazioni di teatro ragazzi in Italia  PDF

Spettacolo

STRIP. RICORDI D’INFANZIA

Di e con: Silvano Antonelli

Dai 3 ai 10 anni / Pubblico Misto

ETI – Stregagatto 2004. Premio ex equo come miglior spettacolo di repertorio

Uno strano personaggio vestito in modo spropositato, quasi rigonfio di abiti.

 

 

La scena è costituita da reti. Il personaggio è trafelato, come al solito in ritardo. Deve fare una fotografia al pubblico. Scatta.
Mentre attende che la foto si sviluppi, annota i nomi dei presenti. L’impacciata ricerca di una penna stilografica, la sua non scrive, comporta la rovinosa caduta di un mucchio di fotografie, fatte nel passato che iniziano a interloquire con lui. I ricordi si collegano in un caleidoscopio a ritroso, ogni immagine è rimasta a lui appiccicata in un abito o un oggetto che evocano una situazione. La comica spoliazione prosegue, costringendo il nostro personaggio a ritrovare poco alla volta se stesso, e i segni di questo percorso resteranno aggrappati alle reti sparsi per la scena: è il mondo conquistato.


STRIP (francese)

De et avec: Silvano Antonelli

De 3 à 10 ans / Tout Public

“La scène est couverte de filets, filets de peche tendus comme une toile d’araignée.”

Un personnage, habillé d’une drole de facon, presque gonflé par les vetements, fait son entrée, il est poursuivi par un chien qui a réduit son pantalon en loques…. Il a une valise, il doit prendre une photo du public, il est très pressé, on l’attend pour faire d’autres photos. Il prend ses marques et déclenche son appareil.
Suite à la recherche précipitée d’un stylo, notre héros laisse tomber sa valise avec un tas de photos. Ce sont les images de son passé, il le ramasse et les commente aux enfants. Comme un kaléidoscope, les souvenirs se multiplient à vive allure et les vetements suivent la cadence. Ainsi apparaissent: les crayons de couleur, l’école, le chat, le football, la cantine, le manège, le petit tour en velo, le train, la mer, le cirque, la pluie, les contes, Noel, les cauchemars, les reves…
En dévidant le fil du souvenir, le personnage, par une succession de situations comiques, se débarrasse des traces de son passé (vetements, objets, instruments musicaux et autres…..) qui resteront accrochées aux filets ou répandues sur la scène: il est de nouveau lui-meme.


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Spettacolo

STORIA DI UN PALLONCINO

Di e con: Silvano Antonelli
con la partecipazione di: Laura Righi

Collaborazione drammaturgica: Alessandra Guarnero

Dai 3 ai 7 anni / Pubblico Misto

Premio “Biglietto d’Oro del Teatro” 2008

La storia di un Palloncino azzurro che, a differenza
degli altri palloncini, non riesce a fare a meno di scappare verso l’alto.

 

 

Se la mamma gli fa il bagno e si distrae un attimo per prendere l’asciugamano lui…vola via. Anche quando va a scuola non riesce mai a stare fermo nel banco e vola…sul soffitto a parlare con il lampadario. Il Palloncino azzurro non lo fa apposta, mentre sta facendo una cosa i suoi pensieri volano a fantasticarne un’altra. Il papà e la mamma sono preoccupati e lo portano dal dottore, ma lui scappa anche da lì e vola così in alto da finire nel “paese più per aria che c’è”. Finalmente può pensare tutto quello che vuole… ma non gli viene in mente niente. Ora che è arrivato così in alto da vedere il mondo come un puntino, è verso quel puntino che vuole tornare. Come gli piacerebbe riuscire a vivere con la testa tra le nuvole e con i piedi per terra. In quel modo i sogni e le idee conquistate potrebbero servire per cambiare, magari con altri, il suo piccolo pezzo di mondo.
Nello spettacolo il Palloncino azzurro incontra altri palloncini colorati che ne compongono le varie immagini: gli amici, il primo amore, la scuola, una farfalla, le nuvole, il tempo che passa…
L’attore è accompagnato nella narrazione da una colonna sonora fatta utilizando tanti, disparati e improbabili “strumenti musicali”. Attraverso il personaggio del Palloncino azzurro i bambini diventano protagonisti di una storia che parla della voglia di libertà, del senso di responsabilità e del filo che lega il mondo ideale che si desidera, con il provare, insieme agli altri, a realizzarlo.


HISTOIRE D’UN PETITE BALLON

Det et avec: Silvano Antonelli
et avec: Laura Righi

Collaboration à la dramaturgie: Alessandra Guarnero
Traduction ed adaptation: Arturo Armone Caruso

De 3 à 7 anni / Tout Public

“C’est l’histoire d’un petit ballon bleu qui ne peut pas s’empêcher de s’envoler”.

Le petit ballon a toujours la tète dans les nuages. Ses pensées l’amènent toujours ailleurs et l’éloignent des autres. Papa et maman sont très inquiets et ils décident de l’emmener chez le docteur. Mais le petit ballon finit encore pour s’échapper au “pays le plus haut perché sur les nuages”.
De cet endroit très haut il voit le monde tout petit et souhaiterait redescendre. Il aimerait tellement vivre toujours avec la tête dans les nuages et les pieds sur terre ! Ses rêves et ses idées pourraient alors contribuer àcréer, avec ses amis, un espace partagé de sérénité et de bonheur.
Avec le personnage du petit ballon bleu , les enfants deviennent les protagonistes d’une histoire sur l’envie de liberté , le sens des responsabilités et le fil qui lie le monde idéal des désirs à la réalité de ce qu’ils peuvent réaliser.


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STORIA DI UN PALLONCINO – scheda spettacolo   PDF

STORIA DI UN PALLONCINO – scheda didattica   PDF

FILASTROCCA STORIA DI UN PALLONCINO   PDF

Spettacolo

QUANDO ARRIVA NATALE?

Di e con: Silvano Antonelli

Dai 3 ai 8 anni / Pubblico Misto

Una storia semplice, che permetterà ai bambini di sperimentare ricordi, profumi e climi dell’evento più atteso dell’anno.
Uno spettacolo sull’attesa.

 

In mezzo alla scena c’è un albero di Natale. E’ ancora spoglio. Arriva un personaggio portando uno scatolone. Borbotta e si lamenta che “tutti gli anni tocca a lui addobbare l’albero”…”che tutti dicono di volerlo aiutare ma quando è il momento di farlo non c’è mai nessuno”…”che lui ha un mucchio di altre cose da fare”…”eccetera eccetera eccetera”.

Apre lo scatolone per prendere palline e festoni, ma succede l’imprevisto: lo scatolone è vuoto. Cioè…non proprio vuoto. Sul fondo è rimasto un mandarino. Forse un regalo dimenticato…forse un ricordo. Il nostro personaggio si ricordo improvvisamente di quando era piccolo e dicembre profumava di mandarino. Lo sbuccia…lo assaggia…e, come per magia, si ritrova, bambino, ad attendere il Natale. Si ritrova a chiedere alla mamma, al papà, al nonno, alla nonna, alla maestra, alla zia, ad un mucchio di personaggi “Quando arriva Natale?”. Ognuno cercherà di dare una risposta innescando varie scene, comiche e tenere, nelle quali il nostro personaggio-bambino arriverà poco alla volta a pensare e a sperare che il Natale non arriva quando ci saranno tutti i festoni e tutti i regali, ma, forse, quando riuscirà a provare una piccola, autentica emozione.

Lo spettacolo è “giocato” utilizzando, come elementi scenici che caratterizzano oggetti  e personaggi, proprio gli addobbi natalizi che erano spariti dallo scatolone. Oltre a fare uso del coinvolgimento dei bambini e di filastrocche e canzoncine cantante e sonate dal vivo.


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QUANDO ARRIVA NATALE_ – scheda spettacolo   PDF

QUANDO ARRIVA NATALE – scheda didattica   PDF

FILASTROCCHE QUANDO ARRIVA NATALE   PDF

Spettacolo

IL CUSCINO D’ORO

Di: Silvano Antonelli e Mirko Rizzi
Con: Mirko Rizzi

Regia: Silvano Antonelli
Assistenza scenotecnica: Giulio Fassina
Musiche: di Mirko Rizzi

Dai 3 a 7 anni / Pubblico Misto

Quando ero piccolo, piccolo, piccolo avevo un cuscino sul quale facevo dei sogni bellissimi.

Un personaggio arriva a raccontare una storia, una storia di tanto tempo fa. Ma qualcosa lo disturba. Non ricorda bene, è passato tanto tempo, ma quando era piccolo aveva un cuscino sul quale faceva sogni bellissimi… e ad un certo punto l’ha perso. E adesso non è felice, gli manca qualcosa, nonostante abbia decine di cuscini di tutti i colori. Lui deve ritrovare il suo, quello che si ha smarrito crescendo, catturato dal vortice del mondo che ne ha tantissimi di cuscini… da vendere. Inizia quindi un’avventura alla ricerca ed alla riscoperta del significato più vero della parola Desiderio.
Un viaggio nel quale questo mondo di distrazioni colorate, di stimoli strampalati, di proposte ignoranti, di luoghi perfidamente seducenti confondono quella strada che conduce ad una serena consapevolezza di sé ed a quello che realmente ci fa stare bene. Uno spettacolo che parla della riscoperta dei propri intimi desideri, quelli che brillano come stelle.
Quelli che non si possono comprare.

Spettacolo realizzato presso la “Casa del Teatro Ragazzi e Giovani” di Torino.
Con il contributo di NEXT – idee per Oltre il Palcoscenico della Regione Lombardia.


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Il cuscino d’oro – SCHEDA SPETTACOLO   PDF


VIDEO PROMOZIONALE

Spettacolo

UN PAPA’ (SARA’ MASCHIO O FEMMINA)

Di: Giorgio Boccassi e Mirko Rizzi
Con: Mirko Rizzi

Regia: Giorgio Boccassi
Assistenza scenotecnica: Giulio Fassina
Scene: Luigi Zanin

Dai 3 a 10 anni / Pubblico Misto

Una strana notte per nascere, una strana e profonda notte. Fortunatamente questo papà è pronto, nonostante l’ora tarda.

 

 

Passeggino, vestitini, pannolini e un milione e mezzo di giocattolini.
Dovrebbe esserci tutto.
E se non bastasse?
Questo papà un po’ di paura ce l’ha.
Il suo bambino arriva e lui non sa come si fa il papà!

Non sa neanche se è maschio o femmina!
E se piange, che si fa?
Ci vuole una ninna per fare la nanna!
Ma questo papà non sa suonare, non sa cantare, non sa inventare…
E allora ascolta i suoni che gli girano attorno, come un girotondo, quelli dentro un ricordo; quelli che gli stanno dentro: il cuore che batte come una cassa, il respiro che soffia, la voce che strilla e si attorciglia.
Metti tutto assieme nell’attesa ma fai in fretta che il bimbo nuovo non aspetta.
Ce la farà? E il bimbo nuovo che voce avrà?

Uno spettacolo teatrale che viene narrato e agito da un attore con molteplici effetti sonori.
Il protagonista aspetta la nascita del figlio che è imminente.
In questa attesa pensa e racconta cosa dovrà fare per educare e crescere il figlio.
In questo racconta rievoca la sua infanzia e immagina il futuro con la figlia o il figlio che nascerà.
Dall’immaginazione di questo giovane papà nascono così azioni esilaranti, momenti evocativi, scene con oggetti che diventano parte della storia, avventure sul mare e sulla terra.
Il suono e la musica accompagnano lo spettacolo come co-protagonisti, con l’acqua come elemento dominante.
Emozionante, toccante, spesso comico e divertente.

Un papà è uno spettacolo sul rapporto tra suoni ed emozioni, quindi non uno spettacolo sulla musica in senso stretto, ma su ciò che arriva prima, sulle reazioni emotive che ci suscitano i suoni. La Musica è un linguaggio organizzato e complesso, che ha delle regole e dei simboli precisi e nasce per facilitare lo scambio di informazioni tra musicisti. Il rapporto dell’essere umano con i suoni inizia con la vita stessa, nel grembo materno e ci accompagna costantemente in tutte le nostre esperienze.
Un papà è il battito, l’impulso primigenio, la prima onda sonora, l’inizio di tutto.