Laboratorio

UNIVERSITÀ E ADULTI

Il Laboratorio Teatrale è un luogo nel quale si sperimenta, si scopre e si gioca con le magie di cui sono fatte le persone: le voci, le forme, le espressioni, l’umorismo, la complicità. Un luogo dove si ascolta e si è ascoltati, dove si racconta e si impara a raccontare. Un luogo dove ci si conosce e ci si riconosce, dove ci si incontra e ci si diverte. Tanto.


Premessa:
In un’epoca fortemente caratterizzata dallo sviluppo delle tecniche e dei linguaggi della comunicazione, essere coscienti delle proprie capacità espressive può migliorare considerevolmente la qualità della comunicazione (verbale e non verbale) alla quale affidiamo il compito di esprimere la nostra persona. In particolare, lo sviluppo della comprensione dei linguaggi, della capacità d’ascolto e l’utilizzo di tecniche di espressione corporea e vocale possono aiutare un sano ed equilibrato rapporto comunicativo con gli altri.

Obiettivi e modalità:
Il Laboratorio Teatrale si pone come obiettivo principale lo sviluppo delle capacità di comunicazione dei partecipanti. Attraverso un percorso che si avvale di esercizi di psicomotricità estrapolati dalla tecnica attorale, seguendo il metodo maieutico, si tende a far emergere la ricchezza e la creatività interiore degli allievi. Ogni esercizio è commisurato alle capacità del singolo individuo, che non viene sforzato per il raggiungimento di uno scopo, ma viene accompagnato nel prendere possesso delle proprie capacità motorie o espressivo – vocali per comunicare con gli altri. Inoltre i lavori e gli esercizi vengono effettuati in gruppo in modo che ogni allievo debba, per forza di cose, rapportarsi con “l’altro”.

Il nostro metodo, pur prevedendo un impianto strutturale di tecniche ed esercizi atti a raggiungere gli obiettivi precedentemente illustrati, è fortemente caratterizzato dalle esigenze dei ragazzi con i quali operiamo. Per ottenere la necessaria elasticità, in particolare rispetto ai quei percorsi che prevedono un lavoro pluriennale, ci avvaliamo dell’utilizzo di tecniche animative, teatrali, psicomotorie e musicologiche costantemente aggiornate. Inoltre, un eventuale percorso pluriennale ci permette, oltre ad un normale approfondimento delle tecniche di espressione corporeo-vocale, il progressivo inserimento di conoscenze più “tecniche” quali ad esempio l’analisi dei linguaggi dei diversi mezzi di comunicazione, di scrittura creativa, l’analisi dei testi classici del teatro, le tecniche di impostazione drammaturgiche.

ORGANIZZAZIONE:

Generalmente l’ organizzazione dei laboratori è strutturata in 3 fasi:
Propedeutica – in questa vengono forniti ai partecipanti degli strumenti per sviluppare le proprie capacità espressive a livello fisico e verbale attraverso l’ utilizzo di tecniche e giochi derivanti dalla tecnica attorale, dalla psicomotricità, dalla musicologia e dall’animazione. Gli obiettivi in questa fase sono i seguenti:

  • Ascolto: la creazione di una efficace relazione dove esista un ascolto reale di tutte le persone all’interno del gruppo di lavoro da e verso di me.
  • Analisi delle caratteristiche di ogni singolo partecipante e delle sue capacità e/o possibilità espressive.
  • Creazione del Gruppo: che nel rafforzamento delle relazioni tra ogni singolo partecipante possa fornire a tutti la sicurezza di potersi esprimere liberamente, intimamente e quanto più compiutamente possibile.
  • DIVERTIMENTO.

Produzione – in questa fase vengono applicate le tecniche acquisite precedentemente nella realizzazione di materiali teatrali che andranno a comporre la drammaturgia dello spettacolo lavorando singolarmente, in piccoli gruppi o tutti insieme, sottoponendo costantemente il materiale prodotto all’ attenzione di tutti i partecipanti. Gli in questa fase sono i seguenti:

  • Coscienza delle proprie capacità espressive e dell’ uso delle stesse.
  • Creazione di situazioni, storie e personaggi che abbiano la capacità di attirare l’attenzione e stupire i nostri interlocutori.
  • Lavoro in gruppo e sviluppo delle realizzazione in comune di progetti complessi e strutturati.
  • DIVERTIMENTO.

Messa in scena – dove vengono ordinati materiali teatrali prodotti e si apprendono le regole dello “stare in scena” e ci prepara alla rappresentazione finale. I miei obiettivi in questa fase sono i seguenti:

  • Comprensione: e rispetto delle regole di una corretta azione teatrale.
  • Sviluppo: delle relazioni di fiducia e sostegno reciproco degli elementi del gruppo.
  • DIVERTIMENTO.

Il DIVERTIMENTO dei partecipanti è alla base della nostra metodologia. Attraverso di esso si riesce ad ottenere facilmente attenzione e disponibilità al lavoro ed al sacrificio. Un Laboratorio Teatrale non ha niente a che fare con una scuola di recitazione. Il nostro obiettivo è quello di far vivere un esperienza quanto più compiutamente piacevole attraverso la sperimentazione del Gioco del Teatro, non di creare dei professionisti. E per questo che alternativamente alla parola insegnamento, nel nostro caso preferiamo la parola condivisione. Le nostre competenze sono completamente al servizio del mio gruppo di lavoro e tutte le nostre energie sono in funzione dello specifico gruppo e delle specifiche persone; ogni volta si ricomincia da capo. Non è raro dover cambiare un programma di lavoro giornaliero rendendosi conto, durante la lezione, che il gruppo “spinge” in un’altra direzione. E’ importante lasciarsi stupire dai partecipanti. L’atto di creare una storia e dei personaggi, prima ancora che lo studio delle diverse possibilità di rappresentazione degli stessi, è diventato (oramai) un atto di coraggio. L’ atto teatrale presuppone il coraggio che una manifestazione pubblica di un intimo pensiero richiede. Ed è in queste direzioni che spingiamo i partecipanti ai nostri laboratori. Nella direzione della creatività, del coraggio, dell’analisi, del lavoro e della responsabilità comune, della reciproca solidarietà.
Alcune caratteristiche tipiche dei nostri laboratori e le motivazioni di tali scelte:

Assenza totale di copione scritto: la drammaturgia, che può anche essere sviluppata partendo da una storia esistente, viene creata collettivamente e riordinata dal conduttore; anche a 4 anni non dimenticano ciò che hanno inventato insieme divertendosi. Nessuno stress da memoria e grande senso di appartenenza al gruppo di lavoro ed allo spettacolo fanno il resto. Il risultato è una presenza scenica vera, e non un gruppo di bambini o ragazzi che ripete a memoria parole che non gli appartengono.
Assenza quasi totale di elementi scenotecnici: niente scenografie, niente costumi, luci ed audio ridotti al minimo indispensabile. Quando si realizza uno spettacolo senza questi elementi, l’unica maniera che si ha di fare un bello spettacolo e quello di raccontare bene ed usare bene il proprio corpo in questa direzione. Niente trucchi e niente inganni.
Sono tutti uguali: sarà banale, ma dimostriamo costantemente che ognuno è unico e speciale. Facciamo sempre i gruppi di lavoro a caso per insegnargli a lavorare con tutti. L’unico parametro di giudizio che elogio è l’applicazione e l’impegno, non il risultato in assoluto.Queste indicazioni ci permettono di affrontare qualsiasi tipo di situazione e gruppo di lavoro indipendentemente da età, handicap di vario tipo, ore a disposizione e difficoltà logistiche di vario tipo.

Laboratorio

SCUOLA SECONDARIA

In un’epoca fortemente caratterizzata dallo sviluppo delle tecniche e dei linguaggi della comunicazione, essere coscienti delle proprie capacità espressive può migliorare considerevolmente la qualità della comunicazione (verbale e non verbale) alla quale affidiamo il compito di esprimere la nostra persona. In particolare, attraversando la fase adolescenziale, lo sviluppo della comprensione dei linguaggi, della capacità d’ascolto e l’utilizzo di tecniche di espressione corporea e vocale possono aiutare un sano ed equilibrato rapporto comunicativo con gli altri.


NET – Nuove Educazioni Tecnologiche

In che modo Internet, i nuovi media e le nuove tecnologie (tv, computer, videogiochi, social-network, telefonini) influenzano lo sviluppo psicologico dei bambini e dei giovani?

Quali relazioni, positive e negative, attraversano successivamente il rapporto quotidiano tra minori e genitori?
Quali possibilità esistono tra l’accesso totale ed incontrollato e la censura di questi mezzi?
Come controllare l’accesso e l’uso di strumenti che spesso sfuggono pienamente alla comprensione dei genitori?
Per la prima volta nella storia moderna potenti tecnologie comunicative sono a disposizione della maggior parte delle persone. Sono beni economicamente alla portata di tutti, adulti e bambini, che oltre ad aprire un largo sguardo sul futuro pongono interrogativi sugli usi e sui comportamenti che vi andrebbero associati. Il progetto NET vuole svilupparsi percorrendo due percorsi paralleli, perchè “parallele” sono le vite degli interlocutori ai quali vuole approcciarsi: bambini e genitori.
NET è un laboratorio di sperimentazione teatrale che metta al centro del gioco la relazione dei bambini e degli adolescenti con le nuove tecnologie. Tecnologie che per i cosiddetti nativi digitali rappresentano la normalità ma che a differenza del passato mancano profondamente di un’educazione tecnologica all’uso. Si cercherà attraverso il gioco del teatro, realtà virtuale per eccellenza, di capire gli usi, le storture e di come questi modificano la relazione con i coetanei e con le altre persone in genere.
Con divertita serietà.
NET è anche una conferenza spettacolo per adulti sul rapporto tra nativi digitali e nuove tecnologie per scuole, biblioteche, convegni, eccetera.
Per maggiori informazioni: NET nuove educazioni tecnologiche scheda.
Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio. 

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI (laboratorio sperimentale sul tema del futuro)

“La fattoria degli animali”, romanzo satirico di George Orwell sarà il pretesto per la sperimentazione di quest’anno dedicata ad esplorare l’immaginario dei bambini rispetto al Futuro. Il romanzo è un’allegoria ambientata in una fattoria dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell’uomo, si ribellano. Dopo aver cacciato il padrone, gli animali decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno verrà poi gettato al vento perché i maiali si impossesseranno della fattoria. Questi, che erano stati gli ideatori della “rivoluzione”, prendono il controllo della fattoria, diventando sempre più simili all’uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo. Proseguendo il lavoro intrapreso negli ultimi anni con i laboratori dedicati ai Desideri, alle Regole ed ai quesiti ed alle provocazioni civiche di Giorgio Gaber (la Libertà), attraverso giochi, esercizi ed improvvisazioni i bambini ed i ragazzi saranno stimolati ad interrogarsi e a manifestare come si immaginano il futuro; loro e del mondo che li circonda. Attraverso il gioco del Teatro si costruiranno ed esploreranno questi futuri possibili, affrontando anche le possibili difficoltà e la responsabilità delle proprie scelte. Verranno inoltre proposti ai partecipanti luoghi, professioni e modi di vita provenienti da ogni angolo del mondo, con l’obbiettivo di “allargare” il loro immaginario proponendo esempi molto distanti dalla loro conoscenza quotidiana.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


LE STORIE DEL SIGNOR G (laboratorio sperimentale sul tema della libertà)

“È bene chiarire subito che l’importanza di Giorgio Gaber non si limita al solo campo musicale. Oltre che cantautore è stato attore, autore teatrale, uomo di cultura ma soprattutto uno spirito libero e critico che ha sempre affrontato con ironia, intelligenza e lucidità le contraddizioni del nostro tempo, sia quelle di carattere personale che quelle di carattere sociale”. Fondazione Giorgio Gaber

“Le storie del Signor G.” è un laboratorio teatrale e musicale sviluppato come un percorso a tappe attraverso alcune delle canzoni di Giorgio Gaber. Uno dei tratti salienti e peculiari del’opera teatrale e musicale di Gaber è sicuramente la semplicità e la lucidità con la quale riesce a posare uno sguardo disincantato su alcuni aspetti della vita personale e sociale. Ed è questa semplicità che si presta ad essere il veicolo per far conoscere e riflettere i bambini sulle storie che Gaber ha saputo raccontare. A livello di sperimentazione teatrale, la parte musicale delle canzoni si presterà a stimolare l’espressività corporea attraverso giochi singoli e di gruppo sul significato di ritmo, melodia e sui loro opposti. Una sperimentazione che sarà quindi l’unione di questi due aspetti: da un lato la riflessione sui temi proposti dalle canzoni e dall’altro sul rapporto con gli elementi musicali.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


DOVE I SÍ… QUANDO I NO (laboratorio sperimentale sul tema delle regole)

Ragazzi che non danno pace… ragazzi che non sanno aspettare… ragazzi che non sanno rinunciare…ragazzi che non sanno accettare la sconfitta… Insegnanti e genitori affrontano quotidianamente sempre maggiori difficoltà di fronte all’incapacità dei ragazzi di riconoscere e rispettare le regole “di convivenza”. A che cosa servono le regole e a chi? Bisogna applicare le stesse regole a tutti, qualunque sia la loro età e il livello di maturità? Stabilite le regole, cosa si deve fare per farle rispettare? Perché è necessario dire no e quando? Il Laboratorio Teatrale, inteso come sperimentazione della vita attraverso il Gioco del Teatro, permette ai ragazzi attraverso una serie di drammatizzazioni controllate di sperimentare in maniera divertente situazioni realistiche e/o paradossali che li faranno successivamente riflettere sul valore delle regole condivise. La disciplina che verrà richiesta non sarà superiore a quella richiesta per poter partecipare ad un qualsiasi gioco di gruppo. Ed è perseguendo questo parallelo, tra regole del gioco e regole della vita, che i ragazzi verranno sensibilizzati al valore delle regole condivise. Il Laboratorio verrà organizzato in un percorso che analizzerà insieme ai bambini le regole di convivenza legate all’ambiente scolastico. Successivamente verranno sperimentate situazioni “in assenza” di regole: ruolo rispetto ai compagni, conseguenze, azzeramento dei diritti. Verranno anche affrontati giochi che stimoleranno le capacità di concentrazione, attenzione, pazienza e rispetto altrui; capacità che si rendono necessarie per poter applicare nel concreto il rispetto delle regole. In maniera semplice verranno analizzati i concetti di Regola, Diritto, Dovere, Punizione: cosa sono, come si decidono, a cosa servono.
Nel corso della settimana, insieme agli insegnanti, sarà possibile approfondire ulteriormente le tematiche affrontate durante l’incontro elaborando materiali e creando momenti di discussione.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


R.A.P. RITMO ALLE PAROLE (Laboratorio sperimentale sui linguaggi musicali)

Attraverso il”gioco” del RAP (forma musicale molto semplice e moderna che si concentra prettamente su ritmo e significato delle parole) ai ragazzi verranno illustrati e proposti in maniera creativa i concetti di Rima, Ritmo, Metrica cercando di indirizzarli ad un uso personale delle parole, dai suoni e dai significati (anche duplici) associate ad esse. Il laboratorio prevede anche l’utilizzo di basi musicali pre-registrate e della creazione e della registrazione di brani rap originali inventati dai ragazzi e riportati su cd.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Verrà prodotta una sola copia del CD per classe.


JACKYL & HIDE (Laboratorio sperimentale sul bene e sul male)

Il laboratorio intende esplorare attraverso un percorso di esercitazioni e sperimentazioni del Gioco del Teatro i modelli, positivi e negativi, proposti dalla società e dai mass media moderni. Attraverso drammatizzazioni ed improvvisazioni si affronteranno i modelli proposti, possibili ed auspicabili, le relazioni e le difficoltà nel rapportarsi ad essi. L’obbiettivo principale è lo sviluppo delle capacità di comunicazione degli adolescenti. Attraverso un percorso che si avvale di esercizi di psicomotricità estrapolati dalla tecnica attorale, seguendo il metodo maieutico, si tende a far emergere la ricchezza e la creatività interiore degli allievi. Ogni esercizio è commisurato alle capacità del singolo individuo, che non viene sforzato per il raggiungimento di uno scopo, ma viene accompagnato nel prendere possesso delle proprie capacità motorie o espressivo – vocali per comunicare con gli altri. Inoltre i lavori e gli esercizi vengono effettuati in gruppo in modo che ogni allievo debba, per forza di cose, rapportarsi con “l’altro”. Il nostro metodo, pur prevedendo un impianto strutturale di tecniche ed esercizi atti a raggiungere gli obiettivi precedentemente illustrati, è fortemente caratterizzato dalle esigenze dei ragazzi con i quali operiamo. Per ottenere la necessaria elasticità, in particolare rispetto ai quei percorsi che prevedono un lavoro pluriennale, ci avvaliamo dell’utilizzo di tecniche animative, teatrali, psicomotorie e musicologiche costantemente aggiornate. Inoltre, un eventuale percorso pluriennale ci permette, oltre ad un normale approfondimento delle tecniche di espressione corporeo-vocale, il progressivo inserimento di conoscenze più “tecniche” quali ad esempio l’analisi dei linguaggi dei diversi mezzi di comunicazione, di scrittura creativa, l’analisi dei testi classici del teatro, le tecniche di impostazione drammaturgiche.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio. 


MATERIALE SCARICABILE

DOVE I SI… QUANDO I NO  PDF

JACKYL & HIDE  PDF

Lab LA FATTORIA DEGLI ANIMALI  PDF

LE STORIE DEL SIGNOR G  PDF

NET secondaria  PDF

R.A.P. – RITMO ALLE PAROLE  PDF

Laboratorio

SCUOLA PRIMARIA

Il Laboratorio Teatrale è un luogo nel quale si sperimenta, si scopre e si gioca con le magie di cui sono fatte le persone: le voci, le forme, le espressioni, l’umorismo, la complicità. Un luogo dove si ascolta e si è ascoltati, dove si racconta e si impara a raccontare. Un luogo dove ci si conosce e ci si riconosce, dove ci si incontra e ci si diverte. Tanto.


NET – Nuove Educazioni Tecnologiche

In che modo Internet, i nuovi media e le nuove tecnologie (tv, computer, videogiochi, social-network, telefonini) influenzano lo sviluppo psicologico dei bambini e dei giovani?

Quali relazioni, positive e negative, attraversano successivamente il rapporto quotidiano tra minori e genitori?
Quali possibilità esistono tra l’accesso totale ed incontrollato e la censura di questi mezzi?
Come controllare l’accesso e l’uso di strumenti che spesso sfuggono pienamente alla comprensione dei genitori?
Per la prima volta nella storia moderna potenti tecnologie comunicative sono a disposizione della maggior parte delle persone. Sono beni economicamente alla portata di tutti, adulti e bambini, che oltre ad aprire un largo sguardo sul futuro pongono interrogativi sugli usi e sui comportamenti che vi andrebbero associati. Il progetto NET vuole svilupparsi percorrendo due percorsi paralleli, perchè “parallele” sono le vite degli interlocutori ai quali vuole approcciarsi: bambini e genitori.
NET è un laboratorio di sperimentazione teatrale che metta al centro del gioco la relazione dei bambini e degli adolescenti con le nuove tecnologie. Tecnologie che per i cosiddetti nativi digitali rappresentano la normalità ma che a differenza del passato mancano profondamente di un’educazione tecnologica all’uso. Si cercherà attraverso il gioco del teatro, realtà virtuale per eccellenza, di capire gli usi, le storture e di come questi modificano la relazione con i coetanei e con le altre persone in genere.
Con divertita serietà.
NET è anche una conferenza spettacolo per adulti sul rapporto tra nativi digitali e nuove tecnologie per scuole, biblioteche, convegni, eccetera.
Per maggiori informazioni: NET nuove educazioni tecnologiche scheda.
Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio. 

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI (laboratorio sperimentale sul tema del futuro)

“La fattoria degli animali”, romanzo satirico di George Orwell sarà il pretesto per la sperimentazione di quest’anno dedicata ad esplorare l’immaginario dei bambini rispetto al Futuro. Il romanzo è un’allegoria ambientata in una fattoria dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell’uomo, si ribellano. Dopo aver cacciato il padrone, gli animali decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno verrà poi gettato al vento perché i maiali si impossesseranno della fattoria. Questi, che erano stati gli ideatori della “rivoluzione”, prendono il controllo della fattoria, diventando sempre più simili all’uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo.
Proseguendo il lavoro intrapreso negli ultimi anni con i laboratori dedicati ai Desideri, alle Regole ed ai quesiti ed alle provocazioni civiche di Giorgio Gaber (la Libertà), attraverso giochi, esercizi ed improvvisazioni i bambini ed i ragazzi saranno stimolati ad interrogarsi e a manifestare come si immaginano il futuro; loro e del mondo che li circonda. Attraverso il gioco del Teatro si costruiranno ed esploreranno questi futuri possibili, affrontando anche le possibili difficoltà e la responsabilità delle proprie scelte. Verranno inoltre proposti ai partecipanti luoghi, professioni e modi di vita provenienti da ogni angolo del mondo, con l’obbiettivo di “allargare” il loro immaginario proponendo esempi molto distanti dalla loro conoscenza quotidiana.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


LE STORIE DEL SIGNOR G (laboratorio sperimentale sul tema della libertà)

“È bene chiarire subito che l’importanza di Giorgio Gaber non si limita al solo campo musicale. Oltre che cantautore è stato attore, autore teatrale, uomo di cultura ma soprattutto uno spirito libero e critico che ha sempre affrontato con ironia, intelligenza e lucidità le contraddizioni del nostro tempo, sia quelle di carattere personale che quelle di carattere sociale”. Fondazione Giorgio Gaber

“Le storie del Signor G.” è un laboratorio teatrale e musicale sviluppato come un percorso a tappe attraverso alcune delle canzoni di Giorgio Gaber. Uno dei tratti salienti e peculiari del’opera teatrale e musicale di Gaber è sicuramente la semplicità e la lucidità con la quale riesce a posare uno sguardo disincantato su alcuni aspetti della vita personale e sociale. Ed è questa semplicità che si presta ad essere il veicolo per far conoscere e riflettere i bambini sulle storie che Gaber ha saputo raccontare. A livello di sperimentazione teatrale, la parte musicale delle canzoni si presterà a stimolare l’espressività corporea attraverso giochi singoli e di gruppo sul significato di ritmo, melodia e sui loro opposti. Una sperimentazione che sarà quindi l’unione di questi due aspetti: da un lato la riflessione sui temi proposti dalle canzoni e dall’altro sul rapporto con gli elementi musicali.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


DOVE I SÍ… QUANDO I NO (laboratorio sperimentale sul tema delle regole)

Bambini che non danno pace… bambini che non sanno aspettare… bambini che non sanno rinunciare…bambini che non sanno accettare la sconfitta… Insegnanti e genitori affrontano quotidianamente sempre maggiori difficoltà di fronte all’incapacità dei bambini di riconoscere e rispettare le regole “di convivenza”. A che cosa servono le regole e a chi? Bisogna applicare le stesse regole a tutti i bambini, qualunque sia la loro età e il livello di maturità? Stabilite le regole, cosa si deve fare per farle rispettare? Perché è necessario dire no e quando? Il Laboratorio Teatrale, inteso come sperimentazione della vita attraverso il Gioco del Teatro, permette ai bambini attraverso una serie di drammatizzazioni controllate di sperimentare in maniera divertente situazioni realistiche e/o paradossali che li faranno successivamente riflettere sul valore delle regole condivise. La disciplina che verrà richiesta ai bambini non sarà superiore a quella richiesta per poter partecipare ad un qualsiasi gioco di gruppo. Ed è perseguendo questo parallelo, tra regole del gioco e regole della vita, che i bambini verranno sensibilizzati al valore delle regole condivise. Il Laboratorio verrà organizzato in un percorso che analizzerà insieme ai bambini le regole di convivenza legate all’ambiente scolastico. Successivamente verranno sperimentate situazioni “in assenza” di regole: ruolo rispetto ai compagni, conseguenze, azzeramento dei diritti. Verranno anche affrontati giochi che stimoleranno le capacità di concentrazione, attenzione, pazienza e rispetto altrui; capacità che si rendono necessarie per poter applicare nel concreto il rispetto delle regole. In maniera semplice verranno analizzati i concetti di Regola, Diritto, Dovere, Punizione: cosa sono, come si decidono, a cosa servono.
Nel corso della settimana, insieme agli insegnanti, sarà possibile approfondire ulteriormente le tematiche affrontate durante l’incontro elaborando materiali e creando momenti di discussione.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


I MIEI VESTITI SONO I TUOI (laboratorio sperimentale sul tema del rispetto)

E’ noto ed evidente, nonostante la complessità e la non chiara origine del fenomeno, che viviamo un’ epoca nella quale parole come “ascolto”, “solidarietà” e “bene comune e condiviso” faticano a trovare una loro realizzazione nella vita quotidiana dei bambini. La sempre maggiore diffusione di mezzi di telecomunicazione che mediano le relazioni dirette e l’ingigantirsi della quantità che gli stimoli sensoriali che la modernità propone tendono ad a concentrare l’attenzione sulle proprie percezioni a discapito di esperienze di relazioni dirette alla costruzione di solidi rapporti di amicizia e solidarietà condivise. Il percorso successivamente illustrato intende utilizzare il Gioco del Teatro e le tecniche animative per esplorare lo “status quo” delle relazioni in atto nelle classi coinvolte e l’immaginario personale e condiviso dei bambini riferito al concetto di “fratello” e “fratellanza”. Il progetto si propone di esplorare, attraverso un percorso teatrale ed animativo sviluppato in 3 tappe le impressioni, le suggestioni e le esperienze ispirate al concetto reale ed immaginario di fratellanza.
Propedeutica teatrale – in questa fase la classe verrà condotta attraverso delle esercitazioni e delle esperienze che aiutino a migliorare le capacità espressive fisiche e verbali. Su punterà anche ad un miglioramento delle capacità relazionali e di lavoro in gruppo.
Le relazioni Fraterne – nella seconda fase, attraverso delle drammatizzazioni mirate, dei giochi e degli esercizi cooperativi si andrà ad esplorare approfonditamente l’ immaginario dei bambini legato al concetto di fratellanza e di relazione fraterna.
Drammatizzazione –  nell’ultima fase, i materiali prodotti nella sperimentazione diventeranno la base di una drammatizzazione e della conseguente realizzazione di uno spettacolo teatrale diverso per ogni classe coinvolta.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale. Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


IL POZZO DEI DESIDERI (laboratorio sperimentale sul tema dei desideri)

Il Progetto “Il Pozzo dei Desideri” nasce come esplorazione dell’immaginario infantile sul tema dei desideri e si compone di due momenti distinti usufruibili anche separatamente: il Racconto ed il Laboratorio Teatrale. In entrambi verrà utilizzato un Pozzo scenograficamente ricostruito come luogo di ascolto e come magico luogo di disvelamento del proprio Desiderio, espressione di una necessità profonda, ricca di un valore non effimero emotivamente maturata nel percorso del Laboratorio Teatrale e/o riconosciuta nell’ascolto del Racconto. Attraverso una serie di giochi ed esercizi derivati dall’animazione teatrale si esplorerà il tema dei Desideri cercando di definirne il reale valore di “occasione assoluta”, quindi non legata ad esigenze effimere o momentanee. Si affronteranno temi come: egoismo, bene condiviso, felicità e cosa fare per ottenerla. Maturato il percorso, in un magico momento finale lungamente atteso, i bambini saranno accompagnati ad incontrare il Pozzo per esprimere finalmente il loro Desiderio. Questo incontro sarà oggetto di una videoripresa (nascosta) con una videocamera esterna e una interna al Pozzo che serviranno a creare video documento dell’evento che sarà consegnato successivamente alla classe. E’ possibile inoltre, solo per il secondo ciclo della Scuola Primaria, prevedere la costruzione insieme ai bambini del loro Pozzo, che rimarrà alla Scuola per creare un luogo dove tutti potranno esprimere i loro desideri.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


RACCON/SUONAMI UNA STORIA (laboratorio sperimentale sui suoni e le storie)

Il progetto è strutturato nelle tre seguenti fasi:
Espressione corporea – il momento espressivo-corporeo ha come obbiettivo lo sviluppo delle capacità di comunicazione di un contenuto reale o fantastico, attraverso la realizzazione di un testo teatrale. Il momento espressivo-corporeo prevede inizialmente degli esercizi sullo spazio, sulla coordinazione e sul rilassamento. Il corpo viene segmentato nelle sue parti fondamentali nel tentativo di trovarne le varie potenzialità e valenze espressive.
Educazione alla melodia ed al ritmo – in questa fase, delineate le possibilità espressive del nostro corpo, l’ obbiettivo è di cominciare ad applicarle rapportandosi a diversi tipi di musica. Gli esercizi saranno prima indirizzati alla comprensione separata dei due elementi fondamentali della musica: melodia e ritmo. Successivamente i bambini saranno invitati ad abbinare i due elementi caratterizzando con il proprio corpo e la propria voce diverse ambientazioni musicali, singolarmente ed in gruppo.
Invenzione e costruzione di una fiaba sonora – in quest’ultima fase, i bambini saranno invitati ad ascoltare un brano oppure una sequenza apposita di brani musicali sulla quale dovranno inventare una fiaba. Su quest’ultima verranno analizzati i personaggi e le ambientazioni sonore che verranno improvvisate e registrate. Nell’ultimo incontro verrà ascoltato il CD della fiaba sonora realizzata abbinando alle musiche ascoltate la voce narrante di un attore/attrice della compagnia leggerà la storia inventata dalla classe e le registrazioni degli elementi sonori eseguiti precedentemente (voci dei personaggi, rumori, ambientazioni sonore, ecc…).Il CD verrà prodotto in una sola copia per classe.

Il laboratorio potrà essere strutturato da un minimo di 8 ad un massimo di 20 incontri di 1 ora cadauno a cadenza settimanale.
Per laboratori di almeno 15 ore sarà possibile realizzare una rappresentazione ispirata all’esperienza del laboratorio.


MATERIALE SCARICABILE

 

Laboratorio

SCUOLA DELL’INFANZIA

Il Laboratorio Teatrale è un luogo nel quale si sperimenta, si scopre e si gioca con le magie di cui sono fatte le persone: le voci, le forme, le espressioni, l’umorismo, la complicità. Un luogo dove si ascolta e si è ascoltati, dove si racconta e si impara a raccontare. Un luogo dove ci si conosce e ci si riconosce, dove ci si incontra e ci si diverte. Tanto.


IL BAMBINO TUTTO BIANCO E LE ISOLE DELLE EMOZIONI

Il percorso del laboratorio si muove sulle pieghe drammaturgiche della storia “Il bambino tutto bianco”. Un percorso che tra avventure e divertimenti si concentra sulle emozioni, infatti il,bambino protagonista nel suo viaggio alla ricerca di nuovi amici incontrerà molte isole caratterizzate da una precisa emoziona sia positiva che negativa e dovrà cercare di aiutare i bambini di quelle isole a trovare un po’ di equilibrio. Il laboratorio si muoverà parallelamente alle storie proposte in ogni incontro nello sviluppo delle capacità espressive dei bambini attraverso tecniche ed esperienze teatrali.
Il laboratorio sarà strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 12 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi ed è comprensivo di un evento finale rivolto anche ai famigliari dei bambini.

IL CUSCINO DEI DESIDERI

Il laboratorio intende proporre ai bambini un percorso di esplorazione che, attraverso giochi teatrali affrontati singolarmente ed in gruppo, indagherà l’immaginario dei bambini legato al tema dei Desideri cercando di definirne il reale valore di “occasione assoluta”, quindi non legata ad esigenze effimere o momentanee. L’obbiettivo “particolare” del laboratorio è quello di incoraggiare i bambini alla riflessione su che cosa li fa stare bene. Si cercherà di superare e/o riconoscere tutti quelli che sono i desideri frutto del condizionamento dei mass media, ma anche semplicemente siano desideri “riflessi” cioè copiati dalle persone che circondano la nostra vita. Gli obbiettivi “generali” del laboratorio sono legati al miglioramento dell’ascolto, della cooperazione costruttiva, al miglioramento ed alla presa di coscienza delle proprie capacità corporeo-vocali.
Le precedenti sperimentazioni hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo “Il cuscino d’oro” che ha debuttato al Festival Internazionale “Visioni d’infanzia… visioni di futuro” di Bologna 2011 ed è stato selezionato per il Festival Nazionale “Via Paal” di Gallarate 2011.

Il laboratorio sarà strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 12 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi ed è comprensivo di un evento finale rivolto anche ai famigliari dei bambini. 


L’ISOLA CHE NON C’E’

Il percorso del laboratorio si muove sulle pieghe drammaturgiche della storia “Le avventure di Peter Pan”. Un percorso che tra avventure e divertimenti si concentra sulle relazioni (con i fratelli, con i genitori, con gli sconosciuti) e sui cambiamenti che accadono quando si cresce e si vorrebbe avere le opportunità dei grandi senza perdere i vantaggi di essere piccolo. Le problematiche della crescita, le prospettive, le aspirazioni ed i sogni contribuiranno a creare “l’isola che non c’è” del mondo immaginato dai bambini. Che come Wendy ed i suoi fratelli vogliono scappare dagli adulti ma dopo un periodo di avventure trovano la voglia di crescere e tornare a casa.

Il laboratorio sarà strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 12 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi ed è comprensivo di un evento finale rivolto anche ai famigliari dei bambini.


L’ALBERO VANITOSO


Liberamente ispirato dal racconto “L’albero vanitoso” di Nicoletta Costa, il laboratorio attraverso giochi teatrali affrontati singolarmente ed in gruppo, intende affrontare i diversi spazi ed il loro modificarsi con il passare delle stagioni.  La città, la campagna ed il mare con i lavori tipici di ogni territorio, le diverse manualità, le curiosità ed i materiali usati saranno al centro di divertenti drammatizzazioni che aiuteranno i bambini a sviluppare le proprie capacità espressive e a riflettere sulle differenze che caratterizzano gli ambienti e le stagioni. 

Il laboratorio sarà strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 12 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi ed è comprensivo di un evento finale rivolto anche ai famigliari dei bambini. 


AMICI INSIEME

Liberamente ispirato dal racconto “Amici insieme” di Rob Lewis, il laboratorio attraverso giochi teatrali affrontati singolarmente ed in gruppo, intende affrontare il tema della collaborazione costruttiva tra tutti i bambini.  La capacità di mettere al centro delle drammatizzazioni il valore del gioco in gruppo, della pazienza nell’ascoltare gli altri, del mettersi a disposizione degli altri nel raggiungimento di obbiettivi che singolarmente non sarebbero raggiungibili sono gli obbiettivi del percorso insieme allo sviluppo della capacità di relazionarsi serenamente con il prossimo.

Il laboratorio sarà strutturato da un minimo di 6 ad un massimo di 12 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi ed è comprensivo di un evento finale rivolto anche ai famigliari dei bambini.


UNA CAMPANELLA NUOVA

“Una Campanella Nuova” è un intervento studiato per l’accoglimento dei bambini e dei ragazzi che iniziano una nuova scuola. Attraverso giochi di conoscenza e giochi cooperativi calibrati, si lavorerà per avviare un armonico inizio del percorso di conoscenza: dei nuovi compagni, delle insegnanti, della struttura scolastica.

Il laboratorio sarà strutturato in n° 6 incontri di 45 minuti cadauno che si svolgeranno secondo un calendario da concordarsi.


MATERIALE SCARICABILE

Laboratorio

TEATRO PER UN ANNO

Progettare e condurre un laboratorio teatrale nella scuola salvaguardando la coerenza del percorso e l’organicità del prodotto finale

TEATRO PER UN ANNO propone un percorso di alfabetizzazione attraverso gli elementi che caratterizzano il fenomeno teatrale, tenendo particolarmente conto della natura del bambino e del suo processo di crescita.
Il teatro, dunque, ma non un teatro qualsiasi.
Il lavoro che Marco Bricco e la Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro conducono da anni con bambini, ragazzi, insegnanti ed educatori si è andato fortemente caratterizzando nella ricerca di linee metodologiche precise, capaci di rendere l’approccio al teatro sempre più organico e funzionale a quanti operino quotidianamente con le giovani generazioni.
Spostare il discorso in questa direzione vuol dire riconsiderare gli elementi che caratterizzano il teatro – l’attore, il testo, lo spazio, lo sviluppo drammaturgico, ecc. – reinventandoli alla luce di un prezioso confronto con i bambini, la scuola e le diverse agenzie educative.
Questo, dunque, è il dato di partenza del lavoro. Un dato che, senza perdere di vista i modelli culturali a cui ognuno fa riferimento, sia in grado di porre il bambino e le sue potenzialità espressive al centro del discorso e, insieme, di suggerire i possibili percorsi per individuare un teatro capace di appartenere ai bambini stessi. Una scelta di campo precisa che sposta l’attenzione dal teatro inteso come modello da imitare, alla persona che inventa il proprio teatro partendo dalla sua particolare visione del mondo. Una scelta che intende valorizzare al massimo quella caratteristica tipica dell’esperienza teatrale di essere una potente, e assai preziosa, strategia relazionale in grado, tra le altre cose, di promuovere la qualità dell’integrazione scolastica di bambini diversamente abili, stranieri o con difficoltà di apprendimento all’interno del gruppo-classe.

Obiettivi
Due sono le linee che caratterizzano il progetto:

– l’aggiornamento degli insegnanti

– il lavoro condotto direttamente con i bambini finalizzato all’ideazione ed alla realizzazione di una rappresentazione spettacolare.

Operando in questa direzione, si individua come obiettivo primario dell’attività la possibilità di acquisire strumenti e tecniche espressive che contribuiscano ad arricchire le competenze di ognuno, in merito all’uso del linguaggio teatrale.
In particolare, verrà prestata particolare attenzione a due aspetti che riteniamo di grande importanza, per la crescita armonica dell’individuo.
Innanzitutto la necessità di stimolare i partecipanti alla scoperta ed alla valorizzazione delle proprie potenzialità espressive, intese come elementi di grande rilevanza nell’instaurarsi di un migliore rapporto con se stessi, con gli altri e con la realtà in cui si vive. Tali attività si accompagnano ad un aumento della fiducia nella propria persona e si riverberano positivamente nelle dinamiche legate alla socializzazione ed all’accettazione dei propri coetanei.

Il secondo aspetto da sottolineare è l’importanza di coltivare la sensibilità teatrale di ognuno come strumento per affinare l’attenzione verso il mondo che ci circonda fatto di persone, di oggetti e di accadimenti quotidiani. Uno strumento, che opportunamente coltivato, può certamente contribuire a creare un atteggiamento di ascolto in grado di stimolare, sia sul piano affettivo che su quello cognitivo, un diverso modo di osservare la realtà per muoversi oltre l’apparenza andando verso la profondità delle cose.
È dunque in questo senso, e con questi obiettivi, che va intesa la possibilità di acquisire strumenti e tecniche espressive che contribuiscano ad arricchire le competenze di ognuno, in merito all’uso del linguaggio teatrale. Un modo di pensare il teatro, questo, che affermando il suo valore civile riconosce, nel contempo, le sue grandi potenzialità di strumento di comunicazione sociale. Ed è grazie a questa capacità di rileggere le problematiche del quotidiano nello spazio neutrale della finzione, dando voce alle paure ed ai desideri di una comunità, che proprio il teatro può diventare un prezioso linguaggio attraverso il quale dare voce ai bambini e alle tematiche che li toccano più da vicino.

Metodologia
Ognuna delle tappe che caratterizzano il progetto verrà percorsa attraverso una metodologia che, soprattutto per ciò che concerne gli aspetti pratici, sarà fondata su di un approccio ludico e coinvolgente.
E’ risaputo quanto il gioco, ed il piacere che ne deriva, costituiscano uno strumento di conoscenza primario per adulti e bambini, non solo, il “fare divertendosi” fissa nella memoria ciò che si sperimenta con rara efficacia e crea forti motivazioni per proseguire l’esperienza. La componente ludica, che per altro appartiene alla morfologia stessa del teatro, va allora salvaguardata ed incoraggiata come condizione indispensabile alla buona riuscita del lavoro.
Bambini, ed insegnanti verranno dunque incoraggiati ad essere protagonisti dell’esperienza teatrale. E se inizialmente sarà il linguaggio teatrale ad incontrare la teatralità istintiva dei partecipanti, a plasmarsi attorno ad essa, successivamente si opererà in modo progressivo affinché quella stessa istintività riesca a cogliere gli elementi e gli strumenti necessari per strutturarsi meglio, per affinare le tecniche specifiche della grammatica del teatro, in vista della realizzazione della rappresentazione finale.

Contenuti ed articolazione dell’attività
Allo scopo di realizzare pienamente gli obiettivi del progetto, proponiamo una scansione dell’attività che, attraverso diverse fasi di lavoro, si sviluppi lungo l’intero anno scolastico.


FASE 1 (ottobre)

ALFABETO TEATRO: PERCORSI E STRATEGIE OPERATIVE PER REALIZZARE UNO SPETTACOLO TEATRALE NELLA SCUOLA (prima parte)

Laboratorio di aggiornamento per insegnanti (n. 5 incontri di 2,5 ore in orario pre-serale, per un totale di 12,5 ore).

Durante gli incontri gli insegnanti verranno invitati a riflettere sul senso e sulla natura del fare spettacoli teatrali a scuola. Parallelamente i partecipanti saranno chiamati a sperimentare una serie di giochi e di dispositivi utili a raccogliere direttamente dai bambini idee e spunti per costruire la rappresentazione finale.

IL TEMA

Nello stesso periodo indicato precedentemente, si andrà ad individuare con gli insegnanti presenti il tema portante dall’intero progetto.
La necessità di indicare un tema comune costituisce un elemento importante, nell’ipotesi di dare unità all’intero lavoro.
L’argomento scelto diventerà, infatti, il punto di partenza per tutte le attività che seguiranno e sarà proprio ispirandosi ad esso, che verranno realizzate le rappresentazioni teatrali dei bambini ed ogni altro materiale che concorrerà ad arricchire la fase conclusiva del progetto.
In questa stessa occasione verranno discusse ed elaborate con i partecipanti le strategie operative necessarie per l’avviamento e la prosecuzione del lavoro (si prevedono, ad esempio, un questionario di rilevamento sui pensieri dei bambini in merito al tema scelto, la preparazione dei disegni, l’invenzione di storie, ecc.).

I GIORNI DEL TEATRO (prima parte)

Laboratorio teatrale con i bambini (n° 5 incontri per 4 classi, da tenersi al mattino e al pomeriggio).

Nel corso di una settimana, i gruppi-classe coinvolti lavoreranno con gli strumenti del linguaggio teatrale, per esprimere il loro particolare punto di vista sul tema individuato.
Seguiti dall’attore della Compagnia Stilema/Unoteatro, i bambini e i loro insegnanti avranno modo di sperimentare nella pratica alcune metodologie e strategie operative finalizzate ad una primo abbozzo di quello che diventerà lo spettacolo finale da realizzare al termine del progetto


FASE 2 (ottobre – gennaio, a cura degli insegnanti)

LA RICERCA: I PENSIERI DEI BAMBINI RELATIVI AL TEMA SCELTO

Tutti gli insegnanti coinvolti nel progetto, mettendo in atto le strategie operative concordate insieme, avvieranno e porteranno avanti il lavoro di produzione di materiali ad opera dei bambini.
Materiali sui quali ogni insegnante dovrà poi ragionare in vista dell’elaborazione del prodotto finale da realizzare con la propria classe. In questi mesi i partecipanti avranno perciò il compito di cominciare ad elaborare, con l’aiuto dei bambini, alcune idee in vista della preparazione di un semplice canovaccio che diventi punto di partenza per la fase successiva.


FASE 3 (gennaio)

ALFABETO TEATRO: PERCORSI E STRATEGIE OPERATIVE PER REALIZZARE UNO SPETTACOLO TEATRALE NELLA SCUOLA (seconda parte)

Laboratorio di aggiornamento per insegnanti (n° 3 incontri di 2,5 ore in orario pre-serale, per un totale di 7,5 ore).

Gli incontri saranno finalizzati a riprendere ed approfondire quanto sviluppato durante la prima fase del progetto, in vista di una più attenta strutturazione dei diversi momenti conclusivi che le classi interessate andranno a realizzare, ispirandosi al tema scelto.

I GIORNI DEL TEATRO (seconda parte)

Laboratorio teatrale con i bambini (n° 3 incontri per 4 classi, da tenersi al mattino e al pomeriggio).

Nei tre giorni di laboratorio i gruppi-classe coinvolti e i loro insegnanti, seguiti dall’attore della Compagnia Stilema/Unoteatro, avranno modo di partecipare direttamente alla costruzione e al perfezionamento dello spettacolo che realizzeranno al termine del progetto.


FASE 4 (febbraio – maggio, a cura degli insegnanti)

LA REALIZZAZIONE DEFINITIVA DEGLI SPETTACOLI FINALI
In questa fase i lavori delle differenti classi, siano essi teatrali o di altra tipologia, si andranno a realizzare nella loro versione definitiva.
In particolare, per i gruppi-classe coinvolti nel progetto di allestimento spettacolare si tratterà, naturalmente, di provare con una certa costanza le rispettive rappresentazioni e di procurarsi tutto il necessario secondo quanto concordato nella fasi precedenti.


FASE 5 (fine maggio – giugno)

TEATRO PER UN ANNO: LA FESTA FINALE

Due giornate dedicate agli spettacoli conclusivi e alla verifica finale dell’intero progetto con gli insegnanti coinvolti (n° 2 incontri per 4 classi, da tenersi al mattino e al pomeriggio, + n° 2 incontri di 2 ore in orario pre-serale, per un totale di 4 ore).
Tutti i lavori prodotti confluiranno in un momento conclusivo, aperto al pubblico, dedicato ai pensieri ed alle fantasie dei bambini relativi al tema scelto.
I presenti incontri saranno dunque dedicati alle prove generali delle rappresentazioni elaborate dalle quattro classi coinvolte nel progetto, al fine di dare gli ultimi ritocchi ai lavori.
Tali rappresentazioni costituiranno poi l’elemento portante del momento conclusivo di cui si è detto: un’occasione di festa nella quale ci auguriamo che il teatro, più che un prodotto semplicemente da mostrare, diventi un momento per stare insieme e, anche, per confrontarsi con il modo di vedere la vita delle nuove generazioni.
Inoltre, in questi stessi giorni, si prevedono due incontri di 2 ore con gli insegnanti coinvolti nel laboratorio di aggiornamento, dedicati alla verifica finale dell’intero progetto.

Laboratorio

LIBROFORUM: STORIE PER PENSARE Racconti e fiabe della tradizione orale tra teatro e musica

Letture animate condotte da Marco Bricco

Da sempre, la tradizione popolare ha affidato alla narrazione e al racconto di storie principi educativi e valori che, attraverso la dimensione orale, venivano poi tramandati di generazione in generazione. Quei racconti, spesso legati a temi ed interrogativi universali, possono ancora insegnare qualcosa e farci riflettere. Con la loro sorprendente semplicità, possono aiutarci a guardare la crudezza del quotidiano dandone una rilettura fantastica, per vivere ed affrontare i temi forti della vita negli spazi protetti dell’immaginazione e del gioco narrativo.
Ogni lettura sarà sviluppata coinvolgendo i bambini nelle diverse parti del racconto. A seconda dei casi, i partecipanti diventeranno personaggi della vicenda o musicisti impegnati nella realizzazione della colonna sonora; il tutto semplicemente seguendo alcune piccole istruzioni date durante la narrazione e, naturalmente, senza perdere di vista lo svolgersi emozionante, divertente e avventuroso della storia.
Al termine della lettura animata, i bambini saranno incoraggiati a riflettere e a discutere sulle tematiche principali della storia che hanno ascoltato, per confrontarsi sul senso e sul significato e per rendere l’intera esperienza più ricca possibile.


Le storie proposte

L’OSSO CHE CANTA (tratto da Fiabe dei Fratelli Grimm)

Un grosso cinghiale saccheggia i campi e minaccia gli abitanti di un villaggio. Il Re offre una grande ricompensa, a chi abbia il coraggio di liberare il paese da quel terribile pericolo e così due fratelli coraggiosi partono alla sua ricerca. Ma i due ragazzi non sono uguali: uno è buono e gentile, mentre l’altro è presuntuoso ed arrogante. Chi riuscirà nella difficile impresa?

Tematiche: invidia, vendetta, vittoria della verità sulla menzogna, trionfo della giustizia.
Tecniche usate: narrazione, improvvisazione su canovaccio, musica dal vivo.
Fascia d’età: dai 6 ai 12 anni.
Durata: 1 ora e 30’ circa.


I DONI DEL POPOLO PICCINO (tratto da Fiabe dei Fratelli Grimm)

Due amici, un sarto ed uno orefice, viaggiando per il mondo incontrano uno strano piccolo popolo, che danza alla luce della luna. E da quel popolo, in quella strana notte, i due ricevono in dono tutto il carbone che riescono a raccogliere: un carbone molto particolare, che al mattino si trasforma in oro. Ma l’orefice non si accontenta. Vuole di più. Torna da quel popolo la notte successiva, per arricchirsi ancora e ancora, ma la sua ingordigia sarà punita e solo l’amicizia sincera del sarto lo riscatterà.

Tematiche: amicizia sincera, ingordigia, avidità, apparenza che inganna.
Tecniche usate: narrazione, improvvisazione su canovaccio, musica dal vivo.
Fascia d’età: dai 6 ai 10 anni.
Durata: 1 ora e 30’ circa.


GIOVANNINO SENZA PAURA (tratto da Fiabe Italiane di Italo Calvino)

Un ragazzino coraggioso, che non conosce la paura, decide di partire e viaggiare per il mondo. Vuole mettere alla prova il suo coraggio. Vuole scoprire se esista qualcosa che gli faccia paura. Si troverà a passare la notte in un castello, tetro e abbandonato, dimora di un gigante spaventoso e metterà finalmente alla prova tutto il suo coraggio.

Tematiche: paura e coraggio, quando la paura è segno di debolezza e quando la paura protegge ed aiuta a crescere, la paura non ha confini: grandi e piccole paure.
Tecniche usate: narrazione, improvvisazione su canovaccio, musica dal vivo.
Fascia d’età: dai 6 ai 10 anni.
Durata: 1 ora e 30’ circa.


LO STRANO VIOLINISTA (tratto da Fiabe dei Fratelli Grimm)

Uno strano personaggio solitario – un violinista – vaga per la foresta e suona. Il suo suonare attira e affascina, così a lui si avvicinano animali curiosi che offrono la loro amicizia. Il violinista, però, non sembra mai essere soddisfatto ed ogni volta rifiuta: solo quando troverà qualcuno davvero simile a lui ne accetterà l’amicizia e sarà davvero felice.

Tematiche: amicizia, insoddisfazione, condivisione, fascinazione della musica.
Tecniche usate: narrazione, improvvisazione su canovaccio, musica dal vivo.
Fascia d’età: dai 6 ai 10 anni.
Durata: 1 ora e 30’ circa.


IL PAESE DOVE NON SI MUORE MAI (tratto da Fiabe Italiane di Italo Calvino)

Un ragazzino, curioso e sensibile, non riesce proprio ad accettare che la vita possa finire e, dopo aver molto pensato, parte alla ricerca di un paese dove non si muoia mai. Il viaggio è lungo e nessuno sa dare indicazioni precise su dove possa essere. Qualcuno non crede nemmeno che esista, qualcuno lo prende persino in giro. Qualcuno fa offerte allettanti per 100, 200, persino 300 anni di vita, ma nulla distrae dalla sua ricerca quel ragazzino che, dopo molto viaggiare, trova finalmente ciò che sta cercando. Ma quando si raggiunge una meta così ambita, può essere molto pericoloso cedere alla curiosità di voler tornare indietro, anche solo per un momento, per vedere cosa sia rimasto del proprio passato.

Tematiche: determinazione, coerenza, coraggio, ineluttabilità del passare del tempo, impossibilità del ritorno a ciò che è passato, impossibilità di evitare il proprio destino.
Tecniche usate: narrazione, improvvisazione su canovaccio, musica dal vivo.
Fascia d’età: dai 6 ai 12 anni.
Durata: 1 ora e 30’ circa.

Laboratorio

IL TEATRO DEI SUONI – Percorsi per insegnanti

IL TEATRO DEI SUONI – Giocare con il mondo sonoro per inventare un teatro che racconti storie di suoni

I linguaggio teatrale e quello sonoro hanno da sempre intessuto rapporti molto stretti, a volte fondati sulla dipendenza reciproca, a volte su di una intensa complementarietà. In ogni caso, però, nel teatro si può ritrovare facilmente un profondo legame con il suono, con la musica, con il ritmo, proprio come, al contrario, non è difficile individuare la presenza di elementi tipici della teatralità nell’universo sonoro.
Muovendo da questa riflessione, il laboratorio propone un percorso teorico e pratico finalizzato ad indagare e a sperimentare un possibile uso teatrale del suono o, meglio, un possibile uso del suono in contesti teatrali.
Muovendoci al confine tra musica e teatro, tratteremo la materia sonora puntando sulle sue potenzialità espressive, sulle sue capacità di raccontare storie, di generare emozioni. Andremo alla ricerca delle possibili strade per integrare al meglio suono e teatro in modo da esaltarne reciprocamente le peculiarità espressive, in modo da valorizzarne i naturali tratti complementari.
Si tratterà, dunque, di partire dall’esperienza sensoriale e dal dato strettamente tecnico – acustico per andare oltre, seguendo un percorso nel quale il gioco del teatro farà da stimolo all’invenzione sonora e si proporrà, nel contempo, come utile strumento di lavoro per una più completa educazione al suono e alla musica.
Nel corso degli incontri verranno trattati i seguenti argomenti:

– Il materiale di partenza: il suono.

– Giocare con i suoni.

– Suoni allegri, suoni tristi, suoni arrabbiati, suoni innamorati.

– I suoni delle storie e le storie dei suoni: per un uso teatrale del suono.

– Suoni e musiche per inventare teatro, suoni e musiche per fare teatro.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili). I partecipanti sono invitati ha portare con sé strumenti musicali ed oggetti sonori eventualmente posseduti. Si consiglia un abbigliamento comodo.


SUONI PREZIOSI – Riscoprire la memoria sonora per trovare i suoni importanti della nostra vita

Si può parlare di immaginario sonoro?
Si possono indagare i suoni nascosti nella mente dei bambini, nella loro fantasia e in ognuno di noi?
Si può riscoprire la forza vitale del suono, cercando i suoni più importanti della nostra vita?
Si può ricostruire la nostra storia attraverso la memoria sonora?
Si possono legare memorie del passato, pensieri sul presente e fantasie per il futuro seguendo il filo delle percezioni sonore?
L’intero percorso viene sviluppato all’interno di una metafora teatrale, che fa da contesto e stimolo per ogni attività.
C’è una storia che racconta un’avventura vissuta da un gruppo di persone o, meglio, una traccia narrativa basata su alcune tappe da superare, a seconda delle scelte dei partecipanti. Un’avventura teatrale, dunque, di cui ogni partecipante sarà protagonista. Una proposta particolare, concepita come un percorso da vivere insieme, muovendosi al confine tra suono e teatro; come una storia da giocare passo dopo passo; come un gioco di ruolo da sperimentare e costruire, tappa dopo tappa, grazie alle scelte di ognuno.
La storia di un popolo che rischia di scomparire: il Popolo dei Suoni, impegnato da sempre a proteggere e a custodire la capacità di ascoltare del Popolo degli Uomini. La storia di un gruppo di persone pronte a partire per seguire le sue tracce, decise a svelare il mistero della scomparsa dei quattro elementi sonori primordiali di quel popolo: persone disposte a mettere in gioco i propri suoni più preziosi per dare nuova vita al Popolo dei Suoni e per salvare la capacità di ascoltare del Popolo degli Uomini.
Il laboratorio, più volte sperimentato con i bambini, propone un approccio teatrale all’educazione musicale. Un approccio che intende andare a recuperare un rapporto più profondo tra la storia di ognuno ed il mondo sonoro:

– per ritrovare il valore dell’esperienza sonora, al di là del frastuono quotidiano

– per ritrovare il valore dei suoni che hanno segnato i momenti importanti della nostra vita

– per ritrovare il valore del silenzio e dell’ascolto

– per riscoprire il piacere di comporre le proprie tracce sonore, partendo da suoni che ci appartengono profondamente.

Gli argomenti e le attività del laboratorio proposto sono stati più volte sperimentati con bambini e ragazzi quindi, con gli opportuni accorgimenti, potranno essere utilizzati in classe o con il gruppo con il quale si lavora.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili). I partecipanti sono invitati ha portare con sé strumenti musicali ed oggetti sonori eventualmente posseduti. Si consiglia un abbigliamento comodo.

Laboratorio

IL TEATRO DEI SUONI – Percorsi per i bambini

Il linguaggio teatrale e quello sonoro hanno da sempre intessuto rapporti molto stretti, a volte fondati sulla dipendenza reciproca, a volte su di una intensa complementarietà. Nel teatro si può ritrovare facilmente un profondo legame con il suono, con la musica, con il ritmo, proprio come, al contrario, non è difficile individuare la presenza di elementi tipici della teatralità nell’universo sonoro.

Il teatro, inoltre, può diventare un strumento prezioso per creare contesti narrativi che permettono di sperimentare e condividere percorsi operativi anche molto differenti, che abbiano come oggetto e come obiettivo il teatro stesso, così come altri linguaggi artistici, dalla danza all’espressione grafico-pittorica, dall’elaborazione poetica alla scultura o, naturalmente, alla musica.

Certo è che proporre un percorso teatrale con l’intento di creare stimoli preziosi per condurre attività legate al suono e alla musica, necessita di scelte assai chiare in termini metodologici e di contenuto, per tracciare le linee di un’esperienza sonoro-musicale che appartenga ai bambini, dove la musica, prima di essere un modello da imitare, ha il carattere di un’esperienza personale, frutto della propria visione del mondo ed espressione del proprio immaginario.

D’altra parte, l’importanza della componente sonora in rapporto alla formazione dell’individuo è nota da tempo. La storia dell’uomo, così come quella del singolo individuo, ci mostra il ruolo rilevante del suono in ogni fase dello sviluppo, sia essa di tipo fisiologico, psicologico o legata alla sfera sociale. Proprio per questo ci pare interessante aprire un ambito di ricerca specifico, in grado di indagare il pensiero bambino verso il mondo dei suoni, con una particolare attenzione rivolta al linguaggio musicale. Una scelta, questa, che può costituire un prezioso arricchimento per una più profonda conoscenza dell’infanzia e della sua visione del mondo.

Il progetto Il Teatro dei Suoni, che si concretizza in una serie di proposte rivolte a diverse realtà, si propone dunque di entrare, con attenzione e rispetto, nel merito della relazione tra il bambino e la complessità degli stimoli sonori che lo circondano fin dal concepimento e che influenzano in vario modo ogni aspetto della vita. Attraverso le strategie e le metodologie impiegate, fondate sull’impiego del linguaggio teatrale inteso come strumento per dare voce ai pensieri e alle fantasie dei bambini, attraverso le domande poste, i suoni e le musiche raccolte insieme, si vuole tracciare un profilo il più possibile dettagliato e articolato di tale relazione.

In un tempo così radicalmente abituato a convivere con l’inarrestabile e continua presenza di stimoli sonori e così profondamente disabituato all’ascolto attento e critico di quegli stessi stimoli, crediamo che progetti di questo tipo, in grado di coniugare la ricerca teorica e l’esperienza concreta, l’attenta riflessione sulle metodologie impiegate e il coinvolgimento diretto dei partecipanti nella pratica creativa, possano costituire un valido contributo per quanti si occupino di pedagogia e di didattica dell’educazione musicale o, più in generale, per un uso più attento e consapevole del suono e della musica in rapporto al mondo dell’infanzia.


IL TEATRO DEI SUONI (dai 3 anni)
Giocare con il mondo sonoro per inventare un teatro che racconti storie di suoni

Si possono usare i suoni per fare teatro? Si può provare a costruire un teatro fatto di suoni? Si può trattare il suono come se fosse un personaggio capace di divertirci o spaventarci, di farci sognare o di imbarazzarci?
Proveremo ad indagare e a sperimentare un possibile uso teatrale del suono muovendoci al confine tra musica e teatro. Tratteremo la materia sonora puntando sulle sue potenzialità espressive, sulle sue capacità di raccontare storie e di generare emozioni. Andremo alla ricerca di alcune possibili strade per integrare suono e teatro senza partire da particolari modelli da imitare, ma cercando le tracce di un percorso che appartenga a bambini e ragazzi, che sia frutto della loro visione del mondo ed espressione del loro immaginario.
Questi gli argomenti trattati durante il laboratorio

– Il materiale di partenza: il suono.

– Giocare con i suoni. Suoni allegri, suoni tristi, suoni arrabbiati, suoni innamorati.

– I suoni delle storie e le storie dei suoni: per un uso teatrale del suono.

– Suoni e musiche per inventare teatro, suoni e musiche per fare teatro.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 1 ora e 30’ ciascuno per ogni gruppo-classe coinvolto. L’attività si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino e/o pomeriggio); in ogni mezza giornata possono essere coinvolti 2 o 3 gruppi-classe con modalità e orari da stabilire. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili).


IL BAMBINO DEI SUONI (dai 6 anni)
Giocare con il mondo sonoro per inventare un teatro che racconti storie di suoni

Obiettivi
– Indagare il rapporto dei bambini con la realtà sonora che li circonda, prestando una particolare attenzione alla musica intesa come linguaggio artistico-espressivo.

– Indagare il rapporto tra i bambini e le loro percezioni uditive, con particolare attenzione agli aspetti che toccano la sfera emotiva.

– Indagare il rapporto tra i bambini e le loro percezioni uditive, con particolare attenzione alla capacità di ascolto e alle potenzialità imitative, evocative e narrative dei suoni.

– Incoraggiare i bambini a considerare il suono e la musica come una materia da manipolare liberamente, da esplorare, da utilizzare creativamente per raccontare i propri pensieri e le proprie fantasie.

Partendo da un contesto teatrale al limite tra realtà e finzione, basato sull’idea che esista un personaggio, il Bambino dei Suoni, capace di ascoltare e ricreare il mondo sonoro che lo circonda, pronto a vivere e a raccontare ogni esperienza, ogni emozione che sia fatta di suono, i bambini verranno chiamati ad inventare e a realizzare i propri suoni seguendo un percorso nel quale il gioco sonoro, avulso da qualunque tipo di sudditanza da regole canoniche più o meno universalmente note, diventerà, nel contempo, strumento di lavoro e obiettivo da raggiungere.
Ogni bambino sarà chiamato, di volta in volta, a diventare compositore o esecutore delle proprie tracce sonore in base alla sua sensibilità, alla sua capacità di pensare e realizzare i suoni, al suo particolare modo di ascoltare il mondo, con l’intento di immaginarsi egli stesso Bambino dei Suoni, di trovare la sua strada nel misterioso mondo sonoro che quel Bambino pare conoscere e dominare così bene.
Le tracce sonore dei bambini costituiranno la prova tangibile della loro capacità di entrare a far parte della piccola ma vitalissima comunità dei “Bambini dei Suoni”, una comunità capace ogni giorno di scoprire e ri-scoprire se stessa, gli altri e la realtà che la circonda privilegiando la dimensione uditiva.
Se stabilito in precedenza in sede di progettazione con gli insegnanti coinvolti, nella fase conclusiva del percorso quella comunità, dopo aver scelto con cura ciò che meglio la rappresenta, si aprirà agli altri presentando se stessa in un incontro finale aperto alle famiglie: un’occasione, al confine tra linguaggio teatrale e linguaggio musicale, per dare una testimonianza diretta della visione del mondo dei bambini giocata sul piano uditivo e di come questa stessa visione del mondo si possa riverberare nell’immaginario sonoro di ognuno.

Il laboratorio si articola in 8 incontri di circa 1 ora e 30’ ciascuno, per ogni gruppo-classe coinvolto + 2 incontri di 2 ore ciascuno per la progettazione e la verifica dell’attività; in ogni mezza giornata saranno coinvolti 2 gruppi-classe del medesimo plesso scolastico, con modalità e orari da concordare. L’attività si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino e/o pomeriggio); in ogni mezza giornata possono essere coinvolti 2 o 3 gruppi-classe con modalità e orari da stabilire Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, una piccola palestra o simili).


SUONI PREZIOSI (dai 6 anni)
Riscoprire la memoria sonora per trovare i suoni importanti della nostra vita

Si può parlare di immaginario sonoro?
Si possono indagare i suoni nascosti nella mente dei bambini e nella loro fantasia?
Si può riscoprire la forza vitale del suono, cercando i suoni più importanti della nostra vita?
Si può ricostruire la nostra storia attraverso la memoria sonora?
Si possono legare memorie del passato, pensieri sul presente e fantasie per il futuro seguendo il filo delle percezioni sonore?

L’intero lavoro viene sviluppato all’interno di una metafora teatrale, che fa da contesto e stimolo per ogni attività.
C’è una storia che racconta un’avventura vissuta da un gruppo di bambini o, meglio, una traccia narrativa basata su alcune tappe da superare, a seconda delle scelte dei partecipanti. Un’avventura teatrale, dunque, di cui ogni partecipante sarà protagonista. Una proposta particolare, concepita come un percorso da vivere insieme, muovendosi al confine tra suono e teatro; come una storia da giocare passo dopo passo; come un gioco di ruolo da sperimentare e costruire, tappa dopo tappa, grazie alle scelte di ognuno.
E la storia alla base dell’avventura da vivere con i bambini è semplice.
Si racconta che, anticamente, il Popolo degli Uomini non fosse solo sulla terra. C’era un altro popolo: il Popolo dei Suoni. Quel popolo aveva un grande dono: sapeva che il suono era in ogni cosa e che ogni cosa poteva produrre suoni, così aveva imparato il segreto per creare suoni di ogni tipo.
E si racconta che, anticamente, i due popoli fecero tra loro un patto…
Il Popolo degli Uomini lasciò che il Popolo dei Suoni vivesse in pace, in ogni angolo della terra. In cambio, il Popolo dei Suoni promise di proteggere e custodire la capacità di ascoltare del Popolo degli Uomini; e si impegnò a donargli tutti i suoni che aveva imparato a creare.
Dopo quel patto – che nessuno ruppe mai – i due popoli vissero in completa armonia. Da qualche tempo, però, il Popolo dei Suoni non dava più alcuna notizia.
Cosa stava accadendo? Perché non dava più alcun segno di vita? Perché sembrava essere scomparso nel nulla?
Bisognava correre in suo aiuto al più presto ed un gruppo di bambini era pronto a partire, per seguire le sue tracce. Era deciso a svelare il mistero della scomparsa dei quattro elementi sonori primordiali di quel popolo. Era disposto a mettere in gioco i propri suoni più preziosi, per dare nuova vita al Popolo dei Suoni e per salvare la capacità di ascoltare del Popolo degli Uomini…
Riusciranno i bambini a compiere la loro missione?
Una storia alla portata di tutti, in grado di coinvolgere ed emozionare profondamente i bambini, che ha il sapore magico e misterioso del un mito e della leggenda.

Il laboratorio si articola in 8 incontri di circa 1 ora e 30’ ciascuno, per ogni gruppo-classe coinvolto + 2 incontri di 2 ore ciascuno per la progettazione e la verifica dell’attività; in ogni mezza giornata saranno coinvolti 2 gruppi-classe del medesimo plesso scolastico, con modalità e orari da concordare. L’attività si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino e/o pomeriggio); in ogni mezza giornata possono essere coinvolti 2 o 3 gruppi-classe con modalità e orari da stabilire. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, una piccola palestra o simili).

Laboratorio

FARE TEATRO AL NIDO – Percorsi per insegnanti

FARE TEATRO AL NIDO
Conoscere e sperimentare l’alfabeto del linguaggio teatrale e le sue potenzialità in rapporto a bambini da 0 a 3 anni 

L’idea che sta alla base del proposta è quella di un teatro che non venga considerato esclusivamente come spettacolo da fruire, ma come contesto e stimolo per l’esperienza del bambino, come strumento e veicolo privilegiato nella conoscenza di sé, dell’altro e del mondo che ci circonda, come strategia relazionale aperta alla creazione di ogni possibile rete di stimoli.
Analoga importanza è data alla particolare realtà ed alle esigenze dell’asilo nido e questo significa, prima di tutto, ricollocare le proprie competenze specifiche alla luce del percorso di crescita compiuto dal bambino, nella convinzione che l’esperienza teatrale debba venire intesa come uno strumento indispensabile per sostenere e stimolare lo sviluppo infantile, come un elemento prezioso per creare nuove e più articolate opportunità di crescita, in grado di riverberarsi positivamente, sia sul piano cognitivo che su quello affettivo e motorio.
È da quest’ambito di pensieri che nasce Fare teatro al nido, dall’ipotesi di proporre un teatro inteso come occasione da vivere e da sperimentare dall’interno, in prima persona, come momento attivo di crescita, come una sorta di contenitore aperto da visitare, da giocare, da smontare e rimontare secondo i propri desideri.
Il laboratorio 
Fare teatro al nido propone un percorso teorico e pratico attraverso gli elementi che caratterizzano il fenomeno teatrale e che possono creare stimoli preziosi per portare avanti il percorso educativo e formativo del bambino.
Il teatro, dunque, ma non un teatro qualsiasi.
Il lavoro che Marco Bricco e la Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro conducono da anni con bambini, insegnanti ed educatori si è andato fortemente caratterizzando nella ricerca di linee metodologiche precise, capaci di rendere l’approccio al teatro sempre più organico e funzionale, a quanti operino quotidianamente con i bambini.
Spostare il discorso in questa direzione vuol dire riconsiderare gli elementi che caratterizzano il teatro – l’attore, il testo, lo spazio, lo sviluppo drammaturgico, ecc. – reinventandoli alla luce di un prezioso confronto con i bambini e le diverse agenzie educative.
Questo, dunque, è il dato di partenza del lavoro. Un dato che, senza perdere di vista i modelli culturali a cui ognuno fa riferimento, sia in grado di porre il bambino e le sue potenzialità espressive al centro del discorso e, insieme, di suggerire i possibili percorsi per individuare un teatro capace di appartenere ai bambini stessi. Un dato che indica scelta di campo una precisa: spostare l’attenzione dal teatro inteso come modello da imitare, alla persona che inventa il proprio teatro partendo dalla sua particolare visione del mondo.
Obiettivi 
– Definire e coltivare l’idea di un teatro capace di appartenere a chi lo fa ed in grado di valorizzare la sensibilità e le potenzialità espressive di ognuno.

– Delineare condotte e proposte consone alla costruzione di un teatro a misura di bambino.

– Incoraggiare e stimolare l’attitudine all’ascolto e all’osservazione delle condotte teatrali spontanee dei bambini, individuando possibili modalità di interazione e di rilancio in contesti di gioco simbolico.

Contenuti
– Riflessione sulle diverse idee di teatro e prima definizione di un teatro che appartenga a chi lo fa. La funzione del teatro tra percorsi educativi, socializzazione e bisogni espressivi. Il teatro come possibile sintesi dei diversi linguaggi espressivi e come contenitore fantastico di esperienze ad essi legate.

– Il linguaggio teatrale tra teatro e teatralità.

– La teatralità come strumento per fare esperienza di sé e del mondo, per esprimere e smitizzare ansie, paure e bisogni. Il teatro come mezzo ecologico per raccontarsi: il piacere di fare finta per sé e per gli altri.

– Il bambino e il gioco di finzione: valorizzare i comportamenti teatrali spontanei dell’infanzia

– Il teatro si fa con tutto, il teatro si fa con niente: guardare e valorizzare le potenzialità teatrali della realtà in cui si opera con gli occhi del teatro.

– L’alfabeto del teatro: giocare a fare finta, i personaggi e la capacità di interpretare attraverso il corpo e la voce, lo spazio e le sue potenzialità teatrali.

– Progettare contesti teatrali per vivere con i bambini differenti esperienze di gioco.

– Il bambino e l’esperienza teatrale: ipotesi e suggerimenti per la realizzazione di progetti operativi.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi e sarà modulato di volta in volta a seconda delle competenze pregresse dei docenti coinvolti. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili. 


ASCOLTARE LA VOCE 
Corso teorico e pratico per l’utilizzo espressivo della voce per comunicare, per raccontare, per leggere, per condurre un gruppo 

La voce oltre ad essere veicolo di comunicazione, è strumento dalle inesauribili potenzialità espressive. Queste potenzialità si esprimono prevalentemente attraverso le sue caratteristiche sonore. È nel suono, infatti, che va ricercata l’origine della sua forza espressiva. È l’uso sapiente delle possibili sonorità, dei ritmi, delle pause, che fa scattare la fascinazione. È dunque dal suono che occorre partire, considerando la voce esattamente come uno strumento musicale, con le sue caratteristiche tecniche ed espressive.
Ascoltare la voce muove da queste semplici considerazioni per sviluppare un suo particolare approccio all’argomento.
Il principio portante e l’obiettivo degli incontri sarà quello di esplorare una strada che porti alla riscoperta della propria voce. E siamo convinti che per fare ciò occorra innanzitutto riascoltarsi e insieme ritrovare il gusto ed il piacere per le sonorità vocali che siamo in grado di produrre. È necessario recuperare la curiosità, tipica della primissima infanzia, che è condizione indispensabile per affrontare qualunque percorso esplorativo.
Due sono gli elementi di riferimento, da un lato il suono prodotto e dall’altro la disponibilità all’ascolto.
Il suono e la sonorità che la voce è in grado di produrre costituiscono dunque il materiale su cui lavorare, mentre la sfera uditiva e l’abitudine all’ascolto di sé e degli altri sono il mezzo indispensabile per poter manipolare tale materiale.
Occorre precisare che partire dal suono e dall’ascolto significa puntare l’attenzione soprattutto sulla componente espressiva della voce, non per questo però, il lavoro sulla tecnica vocale sarà escluso a priori. Si tratterà, piuttosto, di intendere quest’ultima non come esercizio fine a sé stesso, ma come elemento funzionale ad una determinata esigenza.
Sotto l’aspetto metodologico, i partecipanti saranno coinvolti, fin da subito, nelle proposte di lavoro. Le attività, a carattere prevalentemente pratico, saranno mirate ad incoraggiare quel percorso di esplorazione e di riscoperta di cui si è detto. Inoltre verrà posta particolare attenzione nel salvaguardare l’aspetto ludico delle proposte.
In quanto è stato scritto fin qui, non paia sospetta la mancanza di riferimenti diretti al teatro. Durante il laboratorio, infatti, ogni momento apparterrà al teatro e metterà in gioco la teatralità di ogni partecipante e di cui ogni partecipante è portatore. Il gioco attraverso cui la voce si fa teatro comincia dentro di sé, in una dimensione estremamente personale, profonda ed interiore, fatta di suoni ascoltati ed intuiti, fatta di ritmi e di silenzi prima vissuti e poi sapientemente dosati, in uno spazio dove teatro e musica si fondono e toccano la sfera emotiva.
Nel corso degli incontri gli argomenti trattati saranno

– la respirazione, l’emissione della voce e l’orecchio come indispensabile strumento per l’ascolto

– la voce come comunicazione, come espressione e come emozione: ritmi, silenzi e sonorità vocali

– la voce e la presenza scenica: posture e atteggiamenti fisici, posture e atteggiamenti vocali per conquistarsi l’attenzione del pubblico

– dal suono alla parola: suonare le parole

– dalla parola al racconto orale: la voce per raccontare e per interpretare personaggi

– dal racconto orale al testo scritto: la lettura espressiva.

Il laboratorio si articola in 6 incontri di 2 ore o con modalità concordabili a seconda dei casi. L’attività è rivolta ad un massimo di 25 partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio dotato delle sedie necessarie (aula, piccola palestra o simili).

Laboratorio

FARE TEATRO AL NIDO – Percorsi per i bambini

SPAZIOMAGICO – Laboratorio di relazione nel gioco del teatro

L’idea che sta alla base del progetto è quella di un teatro che non si proponga tanto come spettacolo da fruire, ma come contesto e stimolo per l’esperienza del bambino, come strumento e veicolo privilegiato nella conoscenza di sé, dell’altro e del mondo che ci circonda, come strategia relazionale aperta alla creazione di ogni possibile rete di stimoli, come un elemento prezioso per creare nuove e più articolate opportunità di crescita, in grado di riverberarsi positivamente sia sul piano cognitivo che su quello affettivo e motorio.
È da quest’ambito di pensieri che nasce Spaziomagico, dall’ipotesi di proporre un teatro inteso come occasione da vivere e da sperimentare dall’interno in prima persona, come momento attivo di crescita, come una sorta di contenitore aperto da visitare, da giocare, da smontare e rimontare secondo i propri desideri.
Il lavoro parte dall’idea di allestire un luogo all’interno del nido – lo “spazio magico” appunto – che diventi un punto di ritrovo nel quale i bambini possano recarsi per sperimentare ogni volta esperienze differenti. In quel luogo, che si andrà via via arricchendo di nuovi stimoli, i piccoli visitatori saranno attesi da un attore, un po’ padrone di casa ed un po’ compagno di avventure, con il quale condividere l’emozione e la ritualità del gioco.
Per poter sviluppare al meglio la proposta, crediamo però sia necessario che l’esperienza dello “spazio magico” cominci solo dopo aver costruito un minimo di complicità tra bambini ed attore, una complicità capace di creare una serie di motivazioni abbastanza forti da incoraggiare sia la relazione con l’adulto sconosciuto, sia quella con lo spazio trasformato.
Proprio a questo scopo, l’attività inizia con un primo incontro che costituisce una sorta di prologo, da svolgersi direttamente in sezione, nel quale l’attore si presenta ai bambini e si fa conoscere cercando di destare in loro la curiosità e l’interesse necessari per proseguire l’esperienza, il tutto attraverso un approccio di tipo teatrale fondato su elementi semplici, strettamente legati alla quotidianità del bambino, come ad esempio la ricerca di un posto dove stare, la pappa, la nanna ed il gioco.
Poi il percorso proseguirà nello spazio magico dove l’attore accoglierà i bambini aggiungendo, di volta in volta, i vari materiali-stimolo secondo lo schema che segue.
Secondo incontro: lenzuola di varie dimensioni, federe, cuscini e materassini per evocare l’idea del lettone sul quale poter giocare. Netta prevalenza del colore bianco. Lo scopo principale è quello di approfondire la conoscenza con i bambini, in modo da acquisire una maggior fiducia reciproca che permetta l’accettazione definitiva della presenza dell’adulto attore, come nuovo compagno di giochi.
Terzo incontro: pezzi di tulle di varie dimensioni e di colori differenti, palloncini colorati. Si aggiunge la trasparenza e la leggerezza del nuovo materiale, oltre naturalmente all’elemento cromatico. Il “lettone” si anima con un poco di magia. Lo scopo è anche quello di incoraggiare tutti i bambini ad acquistare progressivamente una sempre maggiore autonomia, nei loro giochi all’interno del contesto teatrale proposto.
Quarto incontro: strumenti musicali di vario tipo e dimensione. Si aggiunge il suono e la magia della sua scoperta. Ogni strumento musicale diventerà un materiale da esplorare, sia come semplice oggetto che come oggetto che produce suoni. La relazione tra bambino e attore sarà ormai pressoché alla pari nel percorso di scoperta, di elaborazione e di conduzione del gioco.
Quinto incontro: torcia elettrica. Si aggiunge il divertimento e il fascino di giocare con una fonte luminosa. La scoperta della torcia elettrica e la possibilità di usare la luce come se fosse un personaggio dotato di una vita propria, permetterà ai bambini di sperimentare giochi sempre nuovi e divertenti.
Nello sviluppo del percorso avrà grande importanza la presenza attiva delle educatrici. Una presenza che se da un lato diventerà un prezioso supporto nel creare la relazione tra l’adulto attore ed i bambini, dall’altro sarà un importante elemento per stimolare e sviluppare ulteriormente le loro condotte di gioco.
Le educatrici coinvolte nel progetto, a fronte di una programmazione comune, saranno dunque incoraggiate a partecipare direttamente all’esperienza, sia nella sua preparazione (allestimento spazio magico, ricerca dei materiali necessari, ecc.) che nei momenti di attività con i bambini.

Il laboratorio si articola in 2 incontri di 2 ore e 30’ rivolti alle educatrici, 1 di progettazione ad inizio attività e 1 di verifica al termine del lavoro + 5 incontri di 45’ circa ciascuno per ogni gruppo-sezione coinvolto. L’attività con i bambini si intende sviluppata sulla base di una mezza giornata (mattino); in ogni mattinata possono essere coinvolti 2 gruppi-sezione con modalità e orari da stabilire; gli incontri con le educatrici verranno fissati in base alle disponibilità orarie dei partecipanti. Es. Tecniche: spazio sufficientemente ampio da concordare in sede di progettazione